Senza glutine

Senza glutine? In molti casi, senza senso

Raffaele Nespoli
Categorie: Alimentazione - News
 

Senza glutine è stato prima di tutto un invito per centinaia di migliaia di persone. Nella giungla dell’alimentazione moltissimi si sono trovati a (e tutt’oggi si trovano) a soffrire di disturbi più o meno seri legati ad intolleranze o allergie. Per molti altri, invece, l’alimentazione è sinonimo di moda. In principio, direbbe qualcuno, è stato il biologico, poi il naturale, quindi il vegano e ora il no-glutine. E come tutte le mode anche questa ha un mercato, un mercato enorme e in ascesa negli ultimi anni, con crescita di fatturato e proseliti spinti dalle celebrities.

Scelta “social”

Gwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Kim Kardashian, Lady Gaga con milioni di follower sui social, diversissime fra loro ma accomunate dal pallino del gluten-free. Non sono celiache ma non portano in tavola nulla che contenga glutine, convinte di guadagnare così in salute e restare in forma più facilmente. Un equivoco, come dimostrano i dati scientifici più recenti, che l’appeal delle celebrità contribuisce non poco ad alimentare. Dilaga così la moda gluten-free, di tendenza anche in Italia: nel nostro Paese ogni anno si spendono 320 milioni di euro per prodotti senza glutine, ma di questi solo 215 derivano dagli alimenti erogati per la terapia dei pazienti celiaci. Il 10% dei cittadini europei segue una dieta totalmente, parzialmente o occasionalmente gluten-free senza averne bisogno e sono circa 6 milioni gli italiani celiaci ‘per moda’ che sprecano ogni anno oltre 100 milioni di euro stando ai dati Nielsen diffusi dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC) in occasione della Settimana Nazionale della Celiachia, dal 13 al 21 maggio, dedicata quest’anno alla nutrizione e all’educazione alimentare per vivere al meglio una dieta che per i celiaci non è una scelta alimentare ma l’unica terapia possibile.

Le iniziative

Molte le iniziative previste durante la Settimana della celiachia, che ha il patrocinio dell’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID): attraverso il sito www.settimanadellaceliachia.it sarà possibile informarsi sulle 5 regole per una corretta alimentazione senza glutine e sugli eventi speciali organizzati dalle sezioni regionali di AIC; online sarà anche possibile rivolgere domande a medici e dietiste, a disposizione dei cittadini attraverso mail e chat. In occasione della settimana sarà anche pubblicata la guida “Sport&Celiachia” a cura del Comitato Scientifico di AIC e patrocinata dal CONI: scaricabile gratuitamente sul sito dell’Associazione, è uno strumento utile per capire come lo sport sia un importante strumento di benessere per i celiaci e anche per sfatare l’errata convinzione che una dieta senza glutine migliori le prestazioni degli atleti non celiaci, come purtroppo erroneamente sostengono anche alcuni campioni sportivi. «Oggi milioni di persone scelgono di eliminare il glutine dalla propria dieta per seguire la moda del momento, un’idea rafforzata dai sempre più numerosi personaggi noti, non celiaci, che seguono la dieta gluten-free e lo dichiarano pubblicamente nell’erronea convinzione che garantisca un maggior benessere o che faccia dimagrire – spiega Giuseppe Di Fabio, presidente AIC – Nessuna ricerca ha finora dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non celiaci nell’alimentarsi senza glutine, anzi. Gli studi scientifici stanno ampiamente dimostrando che in chi non è celiaco l’esclusione del glutine è inutile».

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