Immunoterapia, una ricercatrice a lavoro

Immunoterapia, una nuova chance contro il cancro

Raffaele Nespoli
 

Nella lotta al cancro i farmaci tradizionali hanno dato e ancora oggi possono dare molto. Tuttavia, per gli oncologi la strada del futuro è «nell’alleanza» con il sistema immunitario del paziente, scegliendo la cosidetta immunoterapia oncologica. Questo tipo di approccio si basa sull’impiego di sostanze che agiscono sul sistema immunitario, una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari, di strutture e processi biologici, per difendere l’organismo da qualsiasi forma di insidia chimica, traumatica o infettiva, limitando gli effetti collaterali.

Un’eccellenza del Sud

Una delle novità più interessanti per le migliaia di pazienti del Mezzogiorno è che da qualche settimana questa terapia viene impiegata anche nell’IRCCS “Giovanni Paolo II” anche per il trattamento del tumore alla vescica. Il nuovo alleato dei pazienti pronto a scagliare le proprie armi contro il nemico, il carcinoma uroteliale delle vie urinarie, è un farmaco innovativo e, in quanto immunoterapico, agisce attivando e ritemprando il sistema immunitario, in grado quindi a colpire le cellule malate dall’interno. Dopo la recente approvazione da parte della Food and Drug Administration e in attesa dell’utilizzo commerciale del farmaco, l’Istituto tumori di Bari ha aderito a uno studio internazionale che ne permetterà l’erogazione ai pazienti con carcinoma della vescica in progressione dopo un trattamento chemioterapico.

Una chance in più

«Molti pazienti affetti da carcinoma uroteliale in uno stadio avanzato e metastatizzato, refrattario al trattamento chemioterapico, ora avranno una nuova opzione terapeutica- spiega il dottor Emanuele Naglieri, medico dell’unità operativa di Oncologia Medica del “Giovanni Paolo II”- I risultati incoraggianti ci hanno spinto a rendere possibile la somministrazione anche presso il nostro Istituto, così da garantire un’offerta terapeutica in linea con le eccellenze del territorio, evitando i cosiddetti viaggi della speranza». Il nuovo approccio terapeutico che sta provando a vestire i panni di Davide, ha tutte le carte in regola per abbattere Golia, il carcinoma uroteliale, un killer insidioso più frequente negli uomini che rappresenta il 90% di tutti i tumori della vescica, nonché la nona forma di cancro al mondo per diffusione, responsabile della morte di circa 145.000 persone ogni anno.

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