Endometriosi, una donna con dolori all'addome

Endometriosi, 900 chirurghi trasformano Castel dell’Ovo in una clinica

Raffaele Nespoli
 

Per tre giornate (dal 14 al 16 settembre, in occasione del 17° congresso internazionale) Napoli diventa capitale della lotta all’endometriosi. Storia e tecnologia si fonderanno infatti a Castel dell’Ovo nel corso della tre giorni per una full immersion che vedrà protagonisti più di 900 chirurghi ginecologi provenienti da 52 Paesi del mondo. Per la prima volta il castello, uno dei simboli della città di Napoli, ospiterà un congresso scientifico con supporti altamente tecnologici e sofisticati: trasmissioni audio e video in diretta dalla clinica Ruesch, proiezioni in 3D e dibattiti interattivi realizzati grazie ad un sofisticato sistema intranet e che renderanno questo congresso un evento unico nel suo genere.

La patologia

Quello dell’Endometroisi è certamente un argomento di particolare attualità se si considera la prevalenza attuale è stimata in circa 176 milioni di donne nel mondo. La patologia colpisce infatti fino al 17% delle donne in età riproduttiva e la prevalenza sale al 47% nelle pazienti con problematiche di infertilità. Parlare di endometriosi è fondamentale: purtroppo l’insufficiente conoscenza dell’argomento, da parte delle donne da un lato e della comunità medica dall’altro si correla ancora oggi con un ritardo diagnostico medio di circa 9 anni dall’insorgenza dei sintomi, e questo non solo nello scenario italiano ma internazionale. L’aspetto più grave è che una scarsa conoscenza del fenomeno può spesso indirizzare a diagnosi fuorvianti, con conseguenti trattamenti errati, quando non addirittura ad etichettare le pazienti come esclusivamente affette da disturbi di carattere psicogeno. Non da ultimo, anche in caso di identificazione corretta della malattia, che benché benigna può determinare un sovvertimento dell’anatomia degli organi pelvici paragonabile se non peggiore rispetto a quanto osservabile anche in condizioni neoplastiche, il trattamento delle pazienti in centri non adeguatamente specializzati può determinare il ripetersi di approcci chirurgici molteplici, non risolutivi, spesso inutili quando non addirittura dannosi .

Il programma

Il programma dell’evento prevede l’alternanza di letture magistrali con interventi di chirurgia laparascopica trasmessi in diretta nelle aule del congresso dalle sale operatorie della Clinica Ruesch di Napoli, uno dei fiori all’occhiello della sanità privata napoletana, struttura all’avanguardia ed attrezzata per procedure di chirurgia pelvica endoscopica avanzata. Una vera e propria «maratona chirurgica», con almeno 11 procedure in programma ad alta complessità, fino a pochi anni fa considerate off-limits, eseguite tutte con tecniche di chirurgia mini-invasiva endoscopica. La chirugia laparoscopica si caratterizza per gli enormi vantaggi per le pazienti in termine di ricovero più breve, minor dolore postoperatorio, ripresa più rapida con ritorno alle normali attività lavorative in tempi ridotti. La chirurgia mini-invasiva consente maggiore precisione del gesto chirurgico con comprovata riduzione delle complicanze.

Tecnologie 3D

Una grande novità nel mondo della chirurgia pelvica endoscopica è l’ausilio delle tecnologie 3D, che avranno ampio spazio nel corso delle procedure chirurgiche effettuate con trasmissione live nelle aule congressuali allestite ad hoc per la fruizione delle stesse da parte di tutti i partecipanti che, dalle sale di Castel dell’Ovo, avranno anche la possibilità di interagire direttamente con chairmen, discussants e con i chirurghi all’opera (collegamento audio/video con le sale operatorie) mediante l’allestimento di un sistema informatico a rete interna protetta che consentirà la comunicazione in tempo reale a mezzo smartphone per dibattiti interattivi. L’evento,  ideato e promosso dal Prof. Mario Malzoni, Direttore del Centro di Chirurgia Pelvica Avanzata  presso la Casa di Cura Malzoni (Avellino) e  presidente in carica della Società Italiana di Endoscopia Ginecologica (SEGi)

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