obesità Un uomo obeso che non riesce ad abbottonare i pantaloni

Obesità grave, è allarme in Campania

Raffaele Nespoli
Categorie: News - Stili di vita
 

Curvy è bello, è questo il concetto che sempre più spesso si va affermando tra le donne in risposta alle anoressiche taglie 38 imposte nel mondo della moda. Per gli uomini ovviamente non si parla di curvy, ma secondo un detto partenopeo la pancia da’ sostanza. Tutto bene, se non fosse che la Campania è sempre più una regione in sovrappeso. E’ infatti uno scenario drammatico quello dell’impatto dell’obesità sulla salute e sul welfare. Uno scenario molto grave nella nostra regione, dove, secondo il Rapporto Passi 2012-2015 del Ministero della Salute, il 13% della popolazione è obesa, ma la percentuale sale a 23% tra i minori. Questo significa arrivare a malattie croniche che portano alla perdita della vista, patologie renali, tumori e, non ultimo, un costo sociale che è maggiore rispetto a quello provocato dal tabacco e dall’alcool messi insieme.

Maglia nera

«La Campania ha il triste primato in Italia della maggiore prevalenza dell’obesità in adulti e bambini e dovrebbe dotarsi di una rete per la terapia multidisciplinare, sia per assistere i pazienti, sia per diminuire gli alti costi sociali della malattia», spiega il presidente del Ceinge Pietro Forestieri, che ha fatto il punto sul problema dell’obesità nel corso di Alfa Omega, la sezione di convegni medici della Settimana della Prevenzione a Napoli. Il tema è stato affrontato in occasione dell’Obesity Day che si celebra oggi: nel pomeriggio si svolge un incontro sul «Innovazioni in tema di obesità» a cui partecipano anche gli specialisti Paola Vairano, Ludovico Docimo e Silvia Savastano.

Approccio multidisciplinare

Per affrontare l’obesità serve una terapia multidisciplinare, ma questo significa seguire i pazienti dal punto di vista metabolico, dietologico e chirurgico. Non va dimenticato, e Forestieri lo ricorda con forza, che l’obesità è una malattia gravissima che porta a patologie che mettono a rischio funzioni vitali. In più l’obesità comporta un elevatissimo costo sociale. Oggi investire in centri anti-obesità vuol dire programmare un risparmio di spese che presto non saranno più sostenibili. In Gran Bretagna vengono eseguiti 50mila interventi di chirurgia per eliminare l’obesità, altrimenti il costo sociale della malattia sarà insostenibile tra 20 anni per il sistema sanitario inglese. Da noi, in Italia vengono eseguiti solo 5mila interventi l’anno. Tra le malattie a cui porta l’obesità c’è ovviamente anche il diabete, la cui cura comporta un costo elevatissimo a carico del servizio sanitario nazionale.

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