chirurgia

Intervento rivoluzionario di chirurgia endoscopica all’ISMETT di Palermo.

Luigi Gazzillo
 

All’ISMETT di Palermo è stato eseguito un intervento rivoluzionario: un tumore allo stomaco asportato, per la prima volta al mondo, senza l’impiego del bisturi su una paziente di 51 anni. Alla donna era stato diagnosticato un tumore sottomucoso allo stomaco, che si trovava negli strati più profondi, successivamente rimosso senza l’aiuto della chirurgia tradizionale, ma solo grazie ad una procedura endoscopica. L’intervento si è sviluppato fondamentalmente in due fasi. Una prima fase, resettiva, realizzata con un elettrobisturi endoscopico con il quale è stata rimossa sia la formazione neoplastica che la parete gastrica adiacente, lasciando una perforazione dello stomaco fino ad ora non trattabile endoscopicamente. La seconda fase, quella di chiusura della parete gastrica, è stata la più innovativa: con l’utilizzo di uno strumento di sutura endoscopica all’avanguardia, la parete gastrica è stata richiusa senza tagli addominali e dolorosi tubi di drenaggio. L’intervento è stato realizzato dal dottor Antonino Granata e dal dottor Mario Traina che affermano:

“E’ da anni che aspettiamo uno strumento endoscopico efficace per suturare la parete intestinale dall’interno ed oggi è realtà. La tecnica utilizzata in ISMETT è in linea con il moderno approccio terapeutico che prevederà sempre di più in futuro tecniche mini-invasive, come sono quelle endoscopiche, al posto della tradizionale chirurgia. Ciò garantirà al paziente un recupero più veloce e limiterà i rischi correlati alla chirurgia, nonché costituirà un risparmio per la spesa sanitaria”.

Fino ad oggi questa tipologia d’intervento è sempre stata eseguita per via chirurgica e, in futuro, potrebbe essere impiegata anche per il trattamento di altri tumori come ad esempio quello al colon, al retto e all’esofago. Un’altro vantaggio è la drastica diminuzione dei tempi di degenza e riabilitazione post-operatoria; la paziente è stata in grado di muoversi subito dopo il risveglio dall’anestesia, di rialimentarsi dopo 48 ore ed è stata dimessa dopo tre giorni dall’intervento.

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