Leucemia, una ricercatrice a lavoro

Leucemia, arrivato un nuovo farmaco intelligente

Raffaele Nespoli
 

Una speranza in più per i pazienti campani affetti da leucemia linfatica cronica, il tumore del sangue che colpisce con maggior frequenza. Protagonista di questa pagina di buona sanità è l’Azienda ospedaliera della Federico II, in prima linea nella lotta alle leucemie e ai linfomi. L’azienda ospedaliera universitaria di Napoli è infatti tra i maggiori Poli ematologici ed oncologici di alta specialità del Mezzogiorno, un ruolo confermato dai numeri: ogni anno registra infatti circa 450 ricoveri ordinari, 11.500 accessi al day hospital e 15.000 prestazioni ambulatoriali.

L’attività di ricerca

Particolarmente intensi sono gli studi portati avanti in campo biomedico, con un centinaio di protocolli di ricerca clinica sui nuovi farmaci e sulle nuove modalità di cura che stanno aprendo nuove prospettive per i pazienti. Ad esempio, per le malattie neoplastiche del sangue sono tempi di grandi progressi ed oggi è possibile offrire a ciascun paziente terapie sempre più mirate e personalizzate, basate sulle caratteristiche genomiche del suo tumore, come le nuove forme di terapia basate su farmaci in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali nei pazienti con leucemia linfatica cronica, una patologia che in Campania conta circa 300 nuove diagnosi l’anno.

Patologia in aumento

La leucemia linfatica cronica, che in Italia ogni anno registra circa 3.000 nuove diagnosi, è una malattia tumorale cronica che colpisce il midollo osseo e il sangue. E’ la più comune delle leucemie che si sviluppano negli adulti e di solito si manifesta nelle persone di età più avanzata. In questi pazienti la prognosi è spesso particolarmente sfavorevole. L’ematologia italiana è fra le prime al mondo nella cura delle leucemie e linfomi con una rete di centri specializzati d’eccellenza. come l’Azienda Ospedaliera Federico II di Napoli, un esempio unico di integrazione tra Ricerca, Diagnostica Avanzata e Clinica.

Nuovi farmaci

«Oggi in Italia – spiega Fabrizio Pane, direttore del reparto di Ematologia e Trapianto di Midollo -disponiamo di un nuovo farmaco “intelligente” per la cura di pazienti con leucemia linfatica cronica. Si tratta del primo di una nuova classe di farmaci in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali, incluse le cellule cancerose nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica. I risultati stanno dimostrando che questa nuova terapia orale è in grado di offrire tassi importanti di risposta globale anche in pazienti con quadri clinici difficili da trattare. Una nuova forma di trattamento che nei pazienti per cui è indicata dovrebbe permettere di dichiarare la leucemia linfatica cronica eradicata cioè, di fatto, scomparsa o talmente residuale da non essere rilevabile con gli strumenti diagnostici oggi disponibili. Per questi pazienti oggi si può ragionevolmente ipotizzare di interrompere la terapia mentre finora le cure prescritte erano a vita».

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