Parkinson, un uomo afferra una tazza da caffè

Parkinson, una giornata per la speranza

Raffaele Nespoli
Categorie: News
 

Incontri tra pazienti, caregivers, neurologi. Per la Giornata nazionale Parkinson,  sabato 25 novembre (dalle 9.30) prenderà vita «Parkinson: Idee per conoscere». L’iniziativa sarà ospitata a Napoli nella sala del Capitolo del Convento San Domenico Maggiore, in Vico San Domenico 18. La giornata porta la firma del Centro Parkinson della Prima Clinica Neurologica dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, in collaborazione con l’Ambulatorio Parkinson del Cardarelli e con l’Associazione Parkinson Parthenope. Il programma? Una serie di incontri tra i pazienti e tutte quelle figure sanitarie coinvolte nella gestione della malattia. L’incontro servirà a parlare di tutti gli argomenti «caldi», che troppo poco riescono a trovare spazio durante le visite: dalla ricerca sulle nuove terapie, alla riabilitazione.

Le iniziative

Sono tante le iniziative messe in campo in occasione della Giornata nazionale dedicata alla malattia, promossa da Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus e Accademia LIMPE-DISMOV. L’appuntamento, giunto alla sua nona edizione, ha l’obiettivo di sensibilizzare ed educare la popolazione e non solo. Partono due importanti iniziative: l’avvio del primo studio italiano multicentrico osservazionale per la valutazione dei fattori di rischio e dei fattori protettivi della malattia di Parkinson e un concorso per premiare le idee di volontariato «Il tuo progetto per combattere il Parkinson». Il concorso, realizzato grazie al contributo di Charming Italian Chef e della Federazione Italiana Cuochi, invita le Associazioni pazienti e il mondo del volontariato a elaborare e presentare progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita delle persone con malattia di Parkinson. Tutti i dettagli del concorso sono disponibili cliccando qui.

Eccellenza

Il Centro Parkinson dell’Ateneo Vanvitelli porta avanti ormai da anni due tecniche terapeutiche innovative, in grado di migliorare la qualità di vita del paziente: l’infusione intestinale di levodopa, farmaco cardine nella terapia del Parkinson, che viene somministrata continuamente e direttamente nell’intestino dall’esterno, azionando una piccola pompa che il paziente porta a tracolla; la Stimolazione cerebrale profonda (DBS), praticata in collaborazione con l’equipe di Paolo Cappabianca, neurochirurgo dell’Università “Federico II”, che attraverso il posizionamento di due elettrodi in strutture nervose situate profondamente nel cervello e deputate al controllo dei movimenti, consente di modularne il funzionamento. Nel corso degli ultimi anni il Centro Parkinson, coordinato da Alessandro Tessitore, ha intensamente sviluppato queste due tecniche con ottimi risultati.
«Quando la selezione del paziente è accurata – spiega il professor Alessandro Tessitore – queste terapie garantiscono una stimolazione continua e una risposta terapeutica costante, in grado di contrastare i sintomi invalidanti di questa fase della malattia».

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