Depressione in menopausa: come riconoscerla

Depressione in menopausa: come riconoscerla

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Non esistono solo i rimedi farmacologici per combattere i disturbi dell’umore in menopausa. Si tratta di una tappa fisiologica della vita di ogni donna, che varia a seconda della predisposizione genetica, della storia personale, dello stile di vita, dei fattori psicosociali e dell’ambiente socio-culturale di ognuna.
Se in alcune culture, la cessazione della fertilità corrisponde a un momento di crescita sociale e pone la donna in una posizione privilegiata, dove gode di maggior considerazione e rispetto, nella società moderna occidentale è spesso sinonimo di perdita di femminilità e invecchiamento.

La menopausa arriva in media intorno ai 50 anni di età. Quando arriva prima dei 40 anni, si parla di menopausa precoce, una eventualità che interessa circa l’1% delle donne e che in un altro 5% è causata da chirurgia o da terapie oncologiche. Il passaggio verso la menopausa è comunque graduale: può protrarsi per molti anni (perimenopausa) fino alla cessazione del ciclo.

Storia
Se all’inizio del 1900, l’aspettativa di vita di una donna in Italia superava appena i 50 anni, oggi una donna vive quindi in media trent’anni della propria esistenza in fase post-riproduttiva, con un’aspettativa media di 89 anni. In menopausa gli estrogeni condizionano la qualità di vita: la loro carenza incide sul desiderio sessuale e favorisce la comparsa di sintomi vasomotori, genitourinari, osteoarticolari e a carico della sfera psicoemotiva. Per questo è importante la prevenzione.

Sintomi
Le vampate di calore sono il sintomo più frequente. Inoltre possono manifestarsi anche stanchezza, cefalea, insonnia e disturbi del sonno e del tono dell’umore, con ansia, irritabilità, depressione e nervosismo, oltre a perdita di concentrazione e di memoria.

Depressione
Le donne sono più esposte alla depressione rispetto agli uomini, per ragioni biologiche, e ormonali, ma anche per fattori sociali e culturali. Il sesso femminile è colpito in percentuale più che doppia, soprattutto nelle fasi della gravidanza e del post partum e con l’avvicinarsi della menopausa. Oltre il 7% delle donne tra i 55 e i 75 anni di età sviluppa un disturbo depressivo, secondo dati recenti.
La depressione può influire sul ritmo cardiaco, sulla funzionalità tiroidea e le difese immunitarie e, quando insorge in età avanzata, è un fattore predittivo per il decadimento cognitivo e altre patologie neurodegenerative come le malattie di Alzheimer e Parkinson. Per quanto riguarda le patologie cardiovascolari, la depressione è un fattore di rischio alla pari di fumo e ipertensione.

Cura
È necessario prima di tutto riconoscerne i sintomi della depressione e giungere a una diagnosi, che in molti casi arriva anche con due anni di ritardo. Dare ascolto ai segnali che sono la spia di un cambiamento nella sfera dell’umore: difficoltà di attenzione e concentrazione o la perdita di interesse per aspetti fino a quel momento importanti come lavoro, famiglia, relazioni.

Accanto ai rimedi farmacologici che possono essere consigliati da uno specialista, adottare uno stile di vita sano, un’alimentazione regolare e varia, evitando di consumare alcolici e bevande eccitanti come thé e caffè, e praticare esercizio fisico 3-4 volte alla settimana, aiuta a favorire il benessere emotivo.
Anche il sonno è molto importante: è stata dimostrata una relazione fra depressione, scarsità di sonno e attivazione di fenomeni infiammatori alla base di diverse malattie.

Inoltre si può intraprendere un percorso di psicoterapia e anche tecniche di rilassamento, meditazione e yoga che alleviano gli stati di irritabilità e stanchezza.

 

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