Dove si respira l’ aria peggiore in Italia?

Dove si respira l’ aria peggiore in Italia?

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Nell’ aria che respiriamo si nasconde un nemico invisibile: l’inquinamento. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ aria del nord Italia (precisamente della Pianura Padana) è tra le più inquinate d’Europa, spesso a causa delle polveri sottili (molto superiori ai 50 microgrammi per metro cubo) e i gas di scarico dei mezzi di trasporto.
Un tipo di inquinamento che d’inverno mantiene soglie altissime per giorni, provocando, specialmente in Lombardia, un maggior rischio di malattie cardiocircolatorie e respiratorie e incidendo sul maggior rischio di mortalità. In altre parole nel nord Italia, a causa dell’inquinamento atmosferico, si ha una minore longevità rispetto al resto del Paese quantificata in circa 14 mesi in meno di vita cioè poco più di un anno. Chi vive al Centro (es. a Roma) ha una riduzione di longevità da inquinamento di circa 6,6 mesi e di 5,7 mesi chi vive nel Sud.
I valori variano a seconda dell’area in cui si vive (es. città o campagna) e allo stile di vita.

Secondo l‘Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) nel 2012 in Italia si sono avuti circa 84mila decessi riconducibili allo smog. I bambini che vivono nell’area milanese, rispetto ai loro coetanei del resto d’Italia, sono maggiormente colpiti da patologie respiratorie.

Misure come il blocco del traffico o l’alternanza di circolazione dei mezzi, spesso non sono sufficienti. In questo periodo è molto critica la situazione di Torino che registra nel 2017, ancora non terminato, circa 70 giorni di sforamento dei PM10.
Le polveri sottili possono provocare: disturbi nella crescita dei bambini (lo smog può agire da Interferente Endocrino) ma anche dello sviluppo cognitivo e riduzione della memoria, può essere una concausa della demenza degli anziani, può provocare arrossamento e secchezza della pelle (soprattutto delle parti più esposte cioè il viso e le mani), può aumentare il rischio di infertilità maschile, può favorire l’insorgenza di emicranie, ecc.

Il Dr. Luciano O. Atzori
Biologo – Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute, sul portale Alimenti e Sicurezza, oltre a elencare i rischi, dà alcuni consigli per ridurre gli effetti dell’inquinamento atmosferico attraverso 10 piccoli accorgimenti:

  1. evitare di portare il cane fuori nelle ore di maggiore traffico e nelle strade molto trafficate;
  2. ridurre al minimo i tragitti urbani con bambini nei passeggini o anche con questi tenuti per mano qualora siano molto piccoli perché le polveri sottili si addensano soprattutto negli strati più bassi dell’ aria;
  3. sempre nei tragitti urbani a forte densità di traffico è buona regola filtrare l’ aria che respiriamo con le apposte mascherine anti-smog oppure con una sciarpa, pashmina o foulard e ricordarsi di respirare il più possibilmente con il naso e non con la bocca;
  4. evitare di aprire i finestrini dell’automobile;
  5. se ci si sposta con scooter o in moto si deve evitare, quando possibile, di stazionare dietro altre vetture (esempio ai semafori, negli ingorghi, ecc.) per non respirare le emissione dei loro scarichi;
  6. prediligere una dieta sana e ricca di frutta e verdure fresche e di stagione, (possibilmente bio) quindi ricca di vitamine, di sali minerali e di antiossidanti che incrementano l’azione del sistema immunitario;
  7. non fumare per evitare l’effetto sommatoria e cocktail tra smog e fumo di sigaretta, pipa o di sigaro;
  8. ridurre l’areazione naturale (cioè l’apertura delle finestre) degli ambienti domestici e/o lavorativi durante i periodi di allerta smog;
  9. evitare la pratica di attività sportive (corsa, ciclismo, ecc.) o ludiche nelle aree a rischio smog;
  10. quando possibile concedersi delle ore o dei giorni (es. nel week end) di “ossigenazione” presso aree incontaminate (passeggiate nella vicina campagna, trekking in collina o in montagna, visite in fattorie didattiche, ecc.).

 

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