Batteri e cancro, una nuova ricerca offre grandi speranze

I super batteri che attaccano il cancro del colon

Raffaele Nespoli
 

Non tutti i batteri sono pericolosi, anzi, alcuni batteri sono vere e proprie armi contro il cancro. In particolare contro il cancro del colon-retto. La notizia sta facendo velocemente il giro del mondo, creando grandi aspettative e aprendo la porta a nuove speranze. I batteri creati in laboratorio sono batteri intestinali, capaci di combattere strenuamente il cancro del colon-retto. Per farlo trasformano nella pancia una molecola di broccoli e altri vegetali in un’arma contro il tumore che determina la regressione della malattia e ha anche effetti preventivi sulla crescita del cancro, il sulforafano.

Risultati eccellenti

Lo studio condotto presso l’Universiità di Singapore e pubblicato sulla rivista Nature Biomedical Engineering è stato portato avanti in due fasi, prima gli scienziati hanno creato una versione geneticamente modificata del batterio intestinale Escherichia coli, rendendolo capace di trasformare una molecola dei broccoli in un’arma anti-cancro. Poi hanno testato i batteri così creati su cellule tumorali umane e su topolini malati di cancro del colon-retto vedendo così che i batteri rilasciano un enzima che attiva la molecola anti-cancro dei broccoli e il tumore regredisce quasi del tutto, in più la crescita di nuove cellule tumorali è bloccata. Ai topolini è bastato mangiare un mix di batteri e broccoli per vedere regredire la propria malattia.

I dati

Il tumore del colon-retto è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste questo organo. C’è anche chi distingue tra tumore del colon vero e proprio e tumore del retto, ovvero dell’ultimo tratto dell’intestino, in quanto possono manifestarsi con modalità e frequenze diverse. Nei Paesi occidentali il cancro del colon-retto rappresenta il secondo tumore maligno per incidenza e mortalità, dopo quello della mammella nella donna e il terzo dopo quello del polmone e della prostata nell’uomo. La malattia, abbastanza rara prima dei 40 anni, è sempre più frequente a partire dai 60 anni, raggiunge il picco massimo verso gli 80 anni e colpisce in egual misura uomini e donne. In Italia, si stima che questo tumore colpisca circa 40.000 donne e 70.000 uomini ogni anno. L’incidenza è in aumento nella popolazione femminile per via delle abitudini di vita sempre più uniformi tra i due sessi. Negli ultimi anni, come detto prima, si è assistito a un aumento del numero di tumori, ma anche a una diminuzione della mortalità, attribuibile soprattutto a un’informazione più adeguata, alla diagnosi precoce e ai miglioramenti nel campo della terapia.

 

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