La sicurezza alimentare passa prima “in bottega”

La sicurezza alimentare passa prima “in bottega”

Francesca Forzan
Categorie: Alimentazione
 

La sicurezza alimentare si fa anche in casa proprio perché molte delle intossicazioni con cui ci si presenta al pronto soccorso, sono in molti casi trasmesse dagli alimenti mal conservati in casa o nel frigorifero. Tra i principali pericoli ci sarebbero i cibi cotti e lasciati raffreddare lentamente sul fornello spento, ma anche i cibi crudi, o quelli cotti troppo poco che vengono a contatto con quelli cotti. Ecco perché la Regione Piemonte ha voluto sensibilizzare i commercianti e gli esercenti, che per vendere i propri prodotti sono formati sulle regole e le buone pratiche alimentari, come potenziali educatori alimentari.

Tra Regione, assessorato alla sanità, associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna) e le organizzazioni dei consumatori (Movimento consumatori Torino, Adoc Piemonte, Adiconsum, Federcosumatori, Codacons, Acu) è stato sottoscritto un accordo per lavorare insieme sulla sicurezza alimentare e rafforzare la diffusione di stili di vita corretta a partire dalla scelta di alimenti di qualità fino al rispetto delle loro regole di conservazione. Per cercare di ridurre e minimizzare i rischi alimentari in ambito familiare, infatti, è importante intervenire sui comportamenti dei consumatori dal momento della spesa, del trasporto e della conservazione in casa, fino alla preparazione e al consumo. Su ciascuno di questi importanti passaggi, proprio gli esercenti al dettaglio e le botteghe artigiane alimentari costituiscono un importante punto di contatto con i consumatori che, spesso, si rivolgono a loro non solo per acquistare i prodotti ma anche per avere consigli, compito di grande responsabilità perché legato alla salute del cittadino. Ecco perché a partire da febbraio verranno avviati corsi specifici di formazione rivolti agli esercenti e sarà lanciata anche una nuova campagna di informazione sul tema.

Già dal 2001 l’OMS sostiene la necessità di educare chi tratta con il cibo sulle responsabilità che ciascuno ha per la sicurezza alimentare e lo fa attraverso l’iniziativa dei “5 punti chiave per alimenti sicuri”: abituarsi alla pulizia, separare gli alimenti cotti da quelli crudi, cucinare bene gli alimenti, tenerli alla giusta temperatura e utilizzare solo acqua e materie prime sicure.

 

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