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Sclerosi multipla, ecco come si presenta

Categorie: Prevenzione
 

Alcune malattie hanno un esordio insidioso per il fatto che si manifestano con i sintomi più vari, la Sclerosi multipla è una di queste. I sintomi della Sclerosi multipla possono essere diversi, l’infiammazione può infatti colpire i più disparati sistemi funzionali del cervello. «Per questo motivo – spiega il professor Paolo Gallo – non sempre per i medici di medicina generale è facile ricondurre i disturbi della malattia. Si possono avere problemi motori, sensoriali, visivi e persino sfinterici. Ma è bene non suggestionarsi, da un punto di vista prettamente clinico, la definizione internazionale per i sintomi della Sclerosi multipla è quella di un disturbo del sistema nervoso centrale che duri almeno 24 ore. E’ in questi casi che è sempre bene rivolgersi al proprio medico di famiglia».

Il professor Paolo Gallo

Il professor Paolo Gallo

A volte i sintomi si presentano con particolare violenza, ad esempio gravi problemi di vista o l’impossibilità di muovere un arto, in questi casi la persona si rivolge direttamente al pronto soccorso. Ma la figura chiave nella cura dei pazienti con Sclerosi multipla è sempre il neurologo. Il professor Gallo spiega anche che esistono diverse forme di Sclerosi multipla e quindi anche diversi esordi. In prima battuta si parla di “sindrome clinicamente isolata del sistema nervoso centrale”, si tratta insomma di un episodio. Dopo si ha in moltissimi casi un tipico andamento a ricadute e remissioni.

«La malattia – dice Gallo – tende a ripresentarsi con sintomi che si acuiscono e poi spariscono per un periodo più o meno lungo. Si alternano, insomma, fasi di benessere a ricadute. Questa forma passa poi in una seconda fase che viene definita progressiva. Esiste anche una forma primaria progressiva, nella quale il paziente non ha un esordio acuto, pian piano sviluppa un deficit che progressivamente va peggiorando». Come detto ciascuna di queste forme si diversifica anche per i sintomi che produce, rendendo spesso difficile il primo approccio da parte dei medici di famiglia che devono essere particolarmente bravi a proporre un primo sospetto diagnostico che porti a visite specialistiche.

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