Tutti le qualità del nettare degli dei, protagonista del Vinitaly

Tutte le qualità del nettare degli dei, protagonista del Vinitaly

Sofia Gorgoni
 

Vasodilatatore, antivirale e antiartrosico. Tradotto con un vecchio proverbio: ‘buon vino fa buon sangue’ e gli antichi avevano sempre ragione. Le qualità del nettare degli dei sono tante, ma solo se degustato con moderazione. Proprio in questi giorni è in corso la 51a edizione del Vinitaly, una delle fiere più importanti dedicata al vino, elemento che viene considerato fondamentale nella dieta Mediterranea. Il salone, tra l’altro, si svolge in contemporanea a Sol&Agrifood, manifestazione sull’olio extravergine di oliva e l’agroalimentare di qualità (inaugurata dal ministro Maurizio Martina).

Il vino fa parte, da sempre, della nostra cultura e delle nostre eccellenze ammirate in tutto il mondo. Dal punto di vista medico, l’idea che bere moderatamente protegga il cuore risiede nel fatto che nel vino c’è un’alta densità di lipoproteine (HDL), in altri termini, colesterolo buono. Bevendo un bicchiere di vino al giorno la sensibilità all’insulina si modifica, innescando una reazione che previene l’ostruzione delle arterie, causata generalmente dal colesterolo.

Ma gli scienziati avvertono: il vino fa bene se bevuto ai pasti e in dosi contenute, cioè un bicchiere e mezzo. Meglio se di alta qualità, perché i grandi vini hanno piu’ polifenoli e altre qualità positive rispetto ai vini andanti.
Il rosso «pulisce» l’endotelio, uno strato di cellule che riduce l’attrito tra i vasi linfatici e i vasi sanguigni ma che soprattutto riveste la superficie interna del cuore. Bere un bicchiere al giorno contribuisce a prevenire le malattie alle coronarie e ad abbattere il colesterolo cattivo. Non solo, ha anche un effetto anticoagulante. Significa che fa calare il rischio di trombosi. Sorseggiare un buon calice può anche prevenire la comparsa di arteriosclerosi, una delle malattie causate dalla degenerazione e dall’irrigidimento delle arterie. L’alcol contenuto nel vino, grazie alla formazione di ossido favorisce il rilassamento delle pareti arteriose.
Il vino, quindi, regola la pressione, ma solo in quantità ridotte (è consigliabile un solo bicchiere di vino, massimo 250 ml dopo aver mangiato). Dall’altro lato, invece, il consumo eccessivo di alcol provoca ipertensione. Accompagnare i pasti con un po’ di vino rosso fa bene soprattutto man mano che si va avanti con l’età. La scienza ha dimostrato che il resveratrolo (un componente del vino) ha effetti neuroprotettori e tiene lontano l’Alzheimer e la demenza senile.
Anche un semplice raffreddore può essere prevenuto dal vino, capace di ridurre anche la possibilità di ammalarsi di cancro alla gola o alla prostata, e ridurre il fastidio delle emorroidi.
Il perché il rosso sia più efficace del bianco risiede nei polifenoli, amici del cuore, che provengono dalla buccia e dai semi dell’uva. Il vino bianco invece si prepara utilizzando la polpa dell’acino. Tuttavia, anche il bianco ha un effetto positivo sulle piastrine.

Uno dei più recenti studi, portato avanti dai ricercatori della University of Southern Denmark, conferma i benefici del vino. Gli studiosi hanno condotto un interessante esperimento su un campione di 22.000 donne già arrivate alla menopausa, somministrando alle volontarie ogni giorno, per cinque anni, due bicchieri di alcol (tra vino e birra). Si è osservato come l’assunzione di questa quantità di vino e birra riuscisse a ridurre le patologie cardiovascolari di un quinto, cioè del 20%. Secondo molti esperti, questi risultati sono dovuti all’azione tipica dell’alcol, in grado di stimolare la produzione di colesterolo “buono” nel sangue. Insomma, una buona notizia anche per gli amanti della birra (un toccasana per i reni).

Tutto dipende, però, dal modo il cui si beve. Consumare una bottiglia di vino in una sola serata e non berne durante i restanti giorni della settimana non equivale ad assumere un bicchiere al giorno. E i rischi, in questo caso, non sono solo per il corretto funzionamento degli organi. Ad esempio, se ci si mette alla guida in stato di ebbrezza, la coordinazione e l’attenzione risultano sotto la norma, il rischio di rimanere coinvolti in un incidente stradale è altissimo.

Si può affermare, quindi, che in una dieta varia e bilanciata, inserire un bicchiere di vino non comporta alcun rischio per la salute e neanche per la dieta, ma la parola d’ordine è sempre moderazione. Solo così, il vino può aiutare il corpo a proteggersi da possibili patologie.

Un bicchiere di vino possiede all’incirca 70 Kcal, il rischio di ingrassare subentra solo se lo si assume in quantità esagerate, infatti si può arrivare ad assumere l’equivalente di un pasto completo in pochi bicchieri.

Infine c’è da sottolineare che il vino e i superalcolici non sono la stessa cosa. Se il vino ha infatti dei benefici, i cocktail sono preparati a base di alcol puro che è come il veleno per il nostro corpo.

Pasteggiare del vino a tavola, inoltre, fa parte della cultura, in particolare europea, e rappresenta una tradizione del modo di vivere la socialità da centinaia di anni.
Come per la salute, anche in questo caso, meglio non esagerare, per non correre il rischio di dire qualche parola di troppo.

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