Nella foto il braccio di un bimbo colpito da dermatite atopica

Dermatite atopica, non chiamatela allergia

Categorie: News - Prevenzione
 

Sono moltissimi i genitori che si trovano a combattere contro la dermatite atopica, un nemico insidioso sul quale la disinformazione è tanta. Un vero esperto in questo campo è il dottor Porfirio Toscano, pediatra di famiglia e vicesegretario della Fimp Napoli. «La prima cosa da sapere – spiega – è che con la dermatite atopica ci si nasce. Sino a qualche tempo fa si credeva che fosse una malattia allergica, oggi sappiamo che a partenza cutanea». Vale a dire che i bambini che ne soffrono hanno una pelle particolarmente soggetta a infiammazioni. Questo succede perché la loro cute perde più acqua di quanto dovrebbe. «Si genera così un terribile prurito e spesso il bambino grattandosi si procura anche delle lesioni».

Un mito da sfatare

Il dottor Toscano chiarisce che il sole non fa male ai bambini affetti da questa patologia, anzi con il mare le cose migliorano. «Il prurito – sottolinea – si scatena prevalentemente durante  l’inverno, più fa freddo più la situazione peggiora. Il mare, invece, fa migliorare le cose nel 90% dei casi. La maggiore umidità, l’effetto antinfiammatorio del sole e i sali minerali dell’acqua sono un toccasana».

I sintomi e l’esordio

Per un genitore alle prime armi non sempre è facile individuare da subito il problema. Vediamo allora quando e come la malattia si manifesta. «La dermatite atopica è la più frequente tra le malattie dermatologiche in età pediatrica. Il 25% dei bambini ne è affetto. Nel 60% dei casi i sintomi si manifestano nei primi 6 mesi di vita. In questi casi si notano arrossamenti della pelle e talvolta anche delle crosticine, la cosa da non sottovalutare è la perdita della qualità del sonno». E’ bene entrare nell’ordine di idee che non esiste una terapia eziologica, ma solo sintomatica. Il che, tradotto, significa che anche se in maniera molto efficace si può intervenire esclusivamente sui sintomi.  Poi con il trascorrere degli anni nella stragrande maggioranza dei casi la malattia tende a sparire da sola.

La terapia

L’ultima e forse anche la più importante delle cose da sapere è come intervenire. «Il primo trattamento – conclude il dottor Toscano – lo si fa sempre con creme emollienti specifiche per la dermatite atopica. Bisogna comprarle in farmacia e si applicano due volte al giorno. E’ molto importante anche non lavare il bambino con saponi comuni, bensì con detergenti realizzati ad hoc che non fanno seccare la pelle. Nel caso dell’acuirsi dei sintomi, quindi quando c’è un’infiammazione marcata, si deve intervenire con una terapia a base  di cortisonici topici (sempre in crema). Ai genitori voglio dire di non aver paura di usare queste creme, perché non fanno male al bambino e anzi servono per far passare la fase acuta dell’infiammazione. Sono terapie che durano 7 o 10 giorni».

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