Farmaceutica News

Farmaci contraffatti, i più venduti sono quelli per la potenza sessuale

Farmaci biosimilari
Farmaci biosimilari

Il sesso, si sa, è un argomento che su internet va per la maggiore Il problema è che gli italiani navigano senza bussola anche alla ricerca di farmaci che possano aiutare in camera da letto e finiscono con l’acquistare pillole dell’amore contraffatte, per nulla utili e addirittura spesso anche  pericolose. A quanto pare, al di là delle pillole per la potenza sessuale, gli uomini sono in generale i clienti più “affezionati” delle vendite di medicinali sul web, visto che anche anabolizzanti e anticancro per i tumori più frequenti nel maschio sono nella “top list” dei farmaci più imitati e smerciati per vie diverse dalle farmacie. La notizia arriva dal convegno «Contraffazione, un virus da estirpare», promosso da Federfarma Servizi – l’Associazione Nazionale delle aziende di distribuzione intermedia di proprietà dei Titolari di Farmacie – in collaborazione con la Società Italiana di Urologia. Difficile arginare il fenomeno: nel 2016 oltre 20.000 farmacie illegali sul web sono state individuate e fatte chiudere, nel 2017 sono già 6000 i siti bloccati, ma tantissimi altri arrivano ogni giorno a rimpiazzarli aprendo le loro vetrine online mentre anche i social diventano un “mercato” dove acquistare medicinali contraffatti.

Rischi enormi

«Gli uomini sono fra i primi clienti del commercio di farmaci falsi, sul web e non solo – osserva Vincenzo Mirone, segretario SIU – Al primo posto fra i prodotti più venduti spiccano infatti i farmaci contro la disfunzione erettile (Viagra, Cialis, ecc..): la domanda è tanta perché sono ancora troppi gli imbarazzi dei pazienti nel parlare al medico delle difficoltà sotto le lenzuola, così spesso si cede alla scorciatoia del fai da te». Ma i rischi sono enormi. «I prodotti acquistati sul web – aggiunge il segretario SIU – sono impuri e possono contenere tracce di altri principi attivi che mettono a repentaglio la salute, come ha mostrato il caso degli ipoglicemizzanti trovati in alcune di queste pillole. Inoltre è stato dimostrato che nell’8.5% dei farmaci venduti sul web si trovano impurità pericolose, dall’arsenico al veleno per topi, dall’acido borico alle polveri di cemento, mattoni, gesso o talco. Una pillola su quattro non contiene il principio attivo indicati, e anche nei casi in cui questo c’è, i dosaggi sono spesso ‘sballati’: appena il 10% delle pillole di Viagra comprate sul web ha una quantità di principio attivo in un range accettabile per quanto dichiarato, in alcuni casi si arriva perfino al doppio della dose con possibili eventi avversi gravi. Inoltre – conclude Mirone – va ricordato che spesso la disfunzione erettile è il primo segnale di patologie cardiovascolari: un farmaco inadeguato, assunto nel più completo fai da te, potrebbe anche peggiorare le condizioni generali di questi soggetti esponendo a conseguenze gravi».

Farmaci anticancro

Purtroppo sono sempre di più anche le segnalazioni di antitumorali venduti online: fra i tumori più frequenti nell’uomo, quelli di pertinenza urologica sono i più diffusi e così il mercato fiorisce. Anche in questo caso la probabilità di danni è elevatissima, ma spesso il costo di alcune terapie spinge alcuni a tentare la strada del web. Che andrebbe stigmatizzata anche per gli anabolizzanti, altro “pallino” degli uomini: sul web si trovano prodotti spesso falsificati in modo grossolano, così come nelle palestre che spesso si riforniscono proprio online. I pericoli dell’uso di anabolizzanti sono tanti, perché questi farmaci interferiscono con l’equilibrio ormonale e possono portare a problemi come l’infertilità o perfino al decesso, come nel caso di body-builder svizzeri morti a causa del consumo eccessivo di mix per gonfiare i muscoli. Per di più gli steroidi anabolizzanti causano spesso problemi sessuali, così gli uomini acquistano illegalmente farmaci per contrastare la disfunzione erettile in un circolo vizioso che può portare a conseguenze terribili per la salute.

Informare e sensibilizzare

Fondamentale quindi è l’informazione e la sensibilizzazione degli italiani sul fenomeno, sui rischi che si corrono, sulle conseguenze a breve e lungo termine derivanti dall’utilizzo di questi pseudo farmaci, che in realtà sono veleno. Con il progetto Clip FakeShare, si vuole ottenere proprio questo. «Questa iniziativa – spiega Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, l’Associazione Nazionale delle aziende di distribuzione intermedia di proprietà dei Titolari di Farmacie – è importante anche perché il mercato che sottintende è enorme. Nel 2016 sono oltre 20.000 le farmacie illegali sul web che sono state bloccate, già 6000 quelle chiuse nei primi mesi del 2017: tuttavia questi siti si moltiplicano in continuazione, sfuggono ai controlli e si nascondono fra le maglie della rete, per cui è molto difficile arginare il fenomeno. Intanto si fa strada l’allarme social network: l’uso dei social come canale di promozione per la vendita di farmaci sta aumentando, soprattutto per la diffusione illegale di farmaci innovativi ad alto costo per cui il contatto con un numero limitato di clienti è sufficiente a sostenere il business. Oggi peraltro il volume di denaro mosso dagli acquisti di farmaci per vie illegali è stimato essere quasi superiore a quello del commercio di droga. La criminalità organizzata è molto attiva in un settore che si sta rivelando assai remunerativo: ogni iniziativa volta a contrastare il fenomeno è perciò doverosa e necessaria. Il cittadino deve capire che i canali diversi dalla farmacia per l’acquisto di medicinali non sono sicuri, anche grazie al fatto che il canale della farmacia è sottoposto a molteplici controlli».

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