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Cardarelli, ecco il “bar code” per identificare i pazienti

Trapianto di cuore, chirurghi a lavoro

Parte domani, 20 settembre, il progetto di identificazione del paziente fortemente voluto dalla direzione strategica del Cardarelli. Una sorta di assistente virtuale basato sull’utilizzo di braccialetti con “bar code”, tecnologia che consentirà nel tempo di automatizzare e dematerializzare moltissimi processi e dati clinici. In particolare, due saranno gli step da portare a termine al Cardarelli in questa prima fase. Si parte dal pronto soccorso, dove il triagista doterà ciascun paziente di un bracciale colorato (verde, giallo o rosso) a seconda della gravità del caso. Il braccialetto conterrà anche i dati anagrafici e un codice a barre, che seguirà il paziente durante tutto il periodo di permanenza nella struttura ospedaliera. In questo modo, oltre all’identificazione attendibile, sarà garantita anche l’univoca attribuzione del codice di gravità (triage) per consentire l’avvio del paziente stesso al percorso diagnostico-terapeutico più appropriato. Il progetto del Cardarelli ha l’obiettivo di rendere unico il paziente: la corretta e sicura identificazione del malato da parte degli operatori sanitari è infatti fondamentale per garantire cure appropriate. Il braccialetto rappresenta un utile strumento per migliorare la sicurezza e ridurre eventuali rischi in relazione sia alla diagnosi che alla terapia. Tale tecnologia rappresenta un utile strumento anche in considerazione della durata dell’attesa per i pazienti con bassa priorità di accesso e dei possibili spostamenti del paziente verso altri Servizi, esterni al Pronto Soccorso del Cardarelli, durante la fase dell’inquadramento diagnostico.  Il braccialetto viene rimosso solo alla dimissione del paziente e quindi risulta utile in degenza, in sala operatoria, in diagnostica, in terapia intensiva. Una volta in reparto il bracciale sarà di colore bianco e conterrà tutte le informazioni utili ad aiutare i sanitari nel percorso di cura.

La carica dei 300

La sperimentazione dell’utilizzo del braccialetto identificativo parte, come detto, dal pronto soccorso. Tradotta in cifre l’iniziativa riguarderà, per il solo pronto soccorso circa 300 pazienti al giorno. Per il 2018 l’applicazione del braccialetto identificativo sarà infine estesa ai restanti reparti dell’ospedale. Le applicazioni future, attraverso la lettura del codice a barre riportato sul braccialetto, potranno riguardare l’implementazione di procedure informatizzate che gestiscono i processi a maggior rischio: trasfusioni di sangue, procedure chirurgiche, diagnostica per immagine e gestione trasporti .L’identificativo dell’evento (sia di ricovero o di pronto soccorso) potrà infatti permettere la realizzazione di integrazioni tra diversi processi di automatizzazione già in atto in Azienda. In tutti questi casi il barcode con l’identificativo potrà essere utilizzato per la verifica del paziente, per esempio dalla verifica della sacca da trasfondere alla presa in carico del paziente da trasportare. L’identificazione di un paziente la tracciabilità dei suoi percorsi assistenziali e il monitoraggio dei suoi spostamenti all’interno di una struttura rappresentano quindi un valore aggiunto, consentono la ricostruzione del percorso clinico seguito dal paziente e la verifica, in tempo reale, delle cure. La riduzione degli errori di gestione operativa e documentale, la verifica della situazione (posizione, fase della cura) dei pazienti di interesse e, in sintesi, una maggiore sicurezza.

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