Pokémon Go: rischio dipendenza

Pokemon Go: rischio Ludopatia e incidenti gravi

Sofia Gorgoni
 

Vagano distratti per le strade delle città alla ricerca di Pokémon: un occhio alla mappa interattiva e l’altro alla strada, cercando di non essere investiti o di inciampare da qualche parte. È la nuova mania globale: il videogame più popolare e discusso del momento. Si tratta di un’Applicazione per Smartphone, ma può comportare una serie di rischi concreti per la salute (dei grandi). C’è chi infatti guida guardando la mappa dello schermo del telefono e non la strada, chi si impervia per rupi e strapiombi in cerca di Pikachu o Charmander, chi non riesce a passeggiare senza controllare che non ci siano Pokémon in giro; c’è anche chi trascura il lavoro e la propria salute per completare la collezione dei personaggi fantastici. Se una ricerca basata sui tweet postati dagli utilizzatori (sul sito specializzato psychcentral.com.) evidenzia gli effetti antidepressivi per chi ha i sintomi, perché invita a uscire fuori casa, molti esperti avvertono sul rischio Ludopatia e incidenti gravi.
La cattura dei pokemon sarà pure virtuale, ma i rischi associati all’utilizzo compulsivo dell’applicazione sono difatti reali, tanto da spingere gli sviluppatori a invitare i giocatori alla prudenza, con una schermata di avvertimento, prima di ogni sessione di gioco.
Il gioco, però, è di grande aiuto per i piccoli pazienti, grazie all’idea partita dall’ospedale pediatrico Mott nel Michigan , dove il videogame viene utilizzato a fini terapeutici per incoraggiare le i piccoli degenti del reparto di oncologia ad alzarsi dal letto e muovere alcuni passi. Nel reparto sono presenti addirittura dei Pokespots fisici dove i bambini possono giocare insieme e scattare delle foto con i propri beniamini.
La novità più grande introdotta da Pokemon Go riguarda senza dubbio il capovolgimento dell’assioma che vuole il videogiocatore pigro e sedentario. Il gioco, infatti, sfrutta le opportunità offerte da fotocamera, connessione dati e satelliti GPS e invoglia a camminare per catturare i pokemon, a volte anche per svariati chilometri.
I casi di cronaca sono all’ordine del giorno, tra risse e incidenti stradali tra persone che vagano distratte per le città in cerca di pokemon. A questo si unisce anche il rischio di incorrere nella cosiddetta alienazione tecnologica e di sviluppare vere e proprie patologie psicologiche, già associate ad un uso poco sano dello smartphone. Nonostante, infatti, gli utenti siano spinti ad uscire fuori casa, il gioco non prevede interazioni fisiche con altri giocatori e può comportare problemi come la perdita della cognizione del tempo, stati di ansia e aggressività, cali di rendimento nello studio o nel lavoro, difficoltà a socializzare e persino insonnia. Ad oggi si trascorrono fino a 18 ore su 24 dinanzi agli schermi di smartphone, pc e altri device tecnologici (contro le 2 normalmente raccomandate) e da tempo sono nate cliniche specializzate nella disintossicazione da sovraesposizione alla tecnologia. Pokemon Go dunque, come alcool e fumo, può creare dipendenza, è importante dunque farne un uso responsabile.
Il gioco è stato lanciato poco più di una settimana fa e solo in un numero limitato di paesi, ma conta già milioni di utenti singoli e ha fatto balzare verso l’alto le azioni della casa produttrice Nintendo, che supera per capitalizzazione il titolo del colosso Sony e centra un primato assoluto: venerdì 15 luglio le azioni Nintendo sono state le più scambiate in un solo giorno nella storia della Borsa di Tokyo.

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