Orto negli ospedali per combattere solitudine e depressione

Orto negli ospedali per combattere solitudine e depressione

Sofia Gorgoni
 

Coltivare l’orto è tra le migliori medicine per combattere solitudine e depressione. Prendersi cura delle piantine, seminare i semi, dare acqua alla terra, far circolare l’aria e raccogliere le fragole e i pomodorini sono tutti gesti che fanno sentire meglio. Il beneficio aumenta se lo si fa in compagnia di qualcuno, facendo i turni per la cura delle piante o scambiando qualche chiacchiera mentre si raccolgono i frutti.

Nasce da questa consapevolezza, dal richiamo alle origini e alla natura, l’ultima iniziativa dei medici inglesi per combattere la depressione e la solitudine negli anziani. L’orticoltura è stata proposta agli ammalati con una formula curiosa. Non tutti infatti hanno un giardino e la costanza per fare da soli i coltivatori, così vicino alle surgery (ambulatori dove lavorano diversi medici di base e che sono il primo riferimento per i cittadini con dei problemi di salute), sono stati riconvertiti pezzetti di terra inutilizzati in spazi dedicati alla coltivazione.

Ed ecco che i pazienti affetti da un po’ di depressione oppure costretti a essere solitari o ancora con qualche problema di tipo mentale si possono dedicare alla cura dell’orto. La condivisione del progetto li porta a uscire di casa, a confrontarsi con altri, a combattere la tentazione di chiudersi in se stessi e nella tristezza. Inoltre, coltivando piante e piccoli frutti, gli anziani sono più attenti anche all’aspetto nutrizionale e sono invogliati a mangiare meglio e a introdurre nella loro dieta alimenti che prima non erano considerati invitanti. Ad oggi l’orto ambulatoriale è presente in una quindicina di comunità locali, ma il caso più interessante è quello di Lambeth, sobborgo di Londra. Nel 2013 nell’ambulatorio di Brockwell Park qualcuno ha cominciato a creare un orto in uno spazio verde abbandonato. All’inizio erano poche signore, che coltivavano cipolle e avocado e chiacchieravano.

Poi il numero è cresciuto sempre di più e il progetto si è ingrandito.

Oggi è una cooperativa che coltiva su spazi più ampi e vende il cibo (a chilometro zero) alla gente del quartiere, ma anche all’ospedale e ad alcune strutture pubbliche che lo richiedono.

I pazienti anziani, in cambio della loro fatica oggi hanno un riscontro pratico, un impegno che crea beneficio anche agli altri e la verdura fresca. Il guadagno maggiore però è soprattutto in entusiasmo, autostima e serenità. La Lambeth Gp Food Cooperative si è anche iscritta alla lega nazionale delle cooperative e ha stretto un patto con il Kings College di Londra per ospitare studenti ed esperti di nutrizione e collaborare con loro.

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