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Mattarella: discriminazione donne freno a sviluppo del Paese

Sofia Gorgoni
Categorie: News - Prevenzione
 

La discriminazione è un freno allo sviluppo, le pari opportunità sono l’ “antidoto all’immobilismo sociale”. Lo ha detto il Capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo messaggio per la Giornata Internazionale delle donne.

Un discorso incentrato sul contributo femminile allo sviluppo della Repubblica e alle discriminazioni ancora in atto. Il presidente Mattarella dal Quirinale fa un discorso politico e richiama tutti ad avere “senso di responsabilità” e pensare al bene generale dei cittadini.

“Abbiamo ancora e avremo sempre bisogno di questa attitudine: del senso di responsabilità di saper collocare al centro l’interesse generale del Paese e dei suoi cittadini”, ha detto in un alla vigilia delle delicate consultazioni politiche da cui, dopo il clima di tensione della campagna elettorale, può derivare un Governo solo se i partiti metteranno da parte gli interessi particolari per trovare una convergenza politica.

“Oggi le donne sono più consapevoli – dice Mattarella – più presenti e responsabili nella politica, nella cultura, nell’impresa, nella scuola, in tutti gli altri luoghi di lavoro. Non ancora quanto dovrebbero, e quanto sarebbe utile. Ma l’8 marzo ricorda alla coscienza, e alla cultura, del popolo italiano la centralità della questione femminile. Una questione a cui l’intera società è chiamata a dare una risposta all’altezza della libertà e della dignità che la nostra Costituzione ci ha fatto raggiungere”. Ancora oggi “persistono barriere da superare, squilibri da colmare, ma abbiamo sempre nuove prove di come le pari opportunità delle donne costituiscano uno degli antidoti più forti alle chiusure oligarchiche, all’immobilismo sociale, alle diseguaglianze economiche”.

“La piena parità nel lavoro è un motore di sviluppo. La discriminazione, invece, ne costituisce un freno. Queste leggi hanno favorito la crescita del Paese, attraverso il cammino di liberazione della donna. Nei rapporti di lavoro, non può esserne mai messa in discussione la dignità. Ancor oggi vi sono ostacoli e disparità nell’accesso al lavoro, nella retribuzione, nella mobilità. Talvolta gli ostacoli rendono difficile la conciliazione con i tempi di cura della famiglia. Le barriere possono alzarsi fino a odiose discriminazioni nei licenziamenti. Le dimissioni in bianco, forzose, imposte, sono contrarie alla legge. Occorre vigilare per assicurare il rispetto delle norme. L’Italia non può permettersi di rinunciare alla ricchezza dell’apporto del lavoro femminile“.

Infine il tema della violenza sulle donne. “Le molestie, le violenze fisiche e morali che talvolta irrompono nei rapporti professionali e di lavoro o tra le mura domestiche, ferendo le coscienze, prevaricando libertà e speranze, costituiscono una realtà inaccettabile, e purtroppo tuttora presente” conclude il presidente.

 

 

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