Lavarsi le mani salva la vita. 37mila morti all’anno per infezioni ospedaliere in Ue

Lavarsi le mani salva la vita. 37mila morti all’anno per infezioni ospedaliere in Ue

Categorie: Prevenzione
 

Ogni anno, nell’Unione europea, si stima che circa 3,2 milioni di pazienti si ammalino per infezioni contratte durante la permanenza in ospedale. Di questi, circa 37 mila muoiono a causa delle conseguenze. I dati europei provengono dal rapporto “Economic evaluations of interventions to prevent healthcare-associated infections – literature review”. Il lavaggio corretto delle mani è il primo passo per prevenire le infezioni e i fenomeni di resistenza agli antibiotici.

 

Le zone a rischio epidemie nel mondo

L’igiene delle mani potrebbe salvare 1 milione di bambini ogni anno nei paesi in via di sviluppo, ma nel mondo ancora 1 persona su 3 non ha accesso a servizi igienico- sanitari.

Oggi ancora 1,6 milioni di persone muoiono per malattie, dovute all’uso di acqua sporca, mentre 1 persona su 3 non ha accesso a servizi-igienico sanitari ed è quindi esposta al rischio di malattie come il colera, il tifo o la dissenteria. Un gesto semplice come la pulizia delle mani, nei soli paesi in via di sviluppo, potrebbe prevenire ogni anno la morte di 1 milione di bambini (sotto i 5 anni) sui 4 milioni che perdono la vita a causa di malattie diarroiche e polmonite.

In occasione della Giornata mondiale per l’igiene delle mani, Oxfam ha lanciato una campagna di informazione sulle più gravi emergenze del momento. La diffusione di epidemie rischia di decimare intere generazioni in alcune parti del mondo. 

Colera, epatite, tifo, dissenteria, scabbia, Lehismaniosi. Sono solo alcune delle malattie a cui ad oggi è esposta la popolazione siriana dentro e fuori il paese. Un’emergenza dove secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità è ad altissimo il rischio di diffusione di epidemie. La causa principale è nella mancanza di accesso ad acqua pulita e servici igienici di cui sono vittime oltre 7,6 milioni di persone solo in Siria. 1 famiglia su 3 è costretta a rifornirsi di acqua sporca per i propri bisogni quotidiani da pozzi di fortuna o da autotrasportatori privati, perché decine di migliaia di abitazioni non sono più collegate alla rete idrica. Oxfam, sta intervenendo per riparare le infrastrutture idriche nelle aree più colpite come Aleppo e per formare migliaia di ragazzi sulle norme igieniche corrette da seguire per evitare infezioni: in 50 scuole nelle aree più povere vicino a Damasco, solo nelle ultime settimane ha spiegato a circa 30 mila bambini esattamente qual è il modo giusto per lavarsi le mani e salvarsi la vita.

Lo Yemen, invece, è stato colpito nell’ultimo anno dalla più grave epidemia di colera degli ultimi decenni, con più di 1 milione di casi sospetti e oltre 2 mila vittime. Dopo tre anni di guerra, in questo momento oltre 16 milioni di persone su 29 devono sopravvivere con acqua sporca e non hanno accesso ai servizi sanitari di base.

Fuggire dalla guerra, in paesi tra i più poveri al mondo significa ritrovarsi in campi profughi sovraffollati di paesi altrettanto poveri, dove facilmente si contraggono malattie mortali per via dell’acqua e delle mani sporche. A questo rischio sono esposti ogni giorno oltre 420 mila profughi che hanno trovato scampo dalla guerra civile in Sud Sudan verso l’Etiopia. Per il 90% sono donne e bambini senza più nulla. Per prevenire tifo e dissenteria Oxfam ha disseminato nei campi decine di kit lava-mani. Un gioco da ragazzi che salva la vita. 

 

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