Integrità, Governance, Merito, Competenza, Rete: le chiavi dell’anticorruzione

Integrità, Governance, Merito, Competenza, Rete: le chiavi dell’anticorruzione

 

Di Anticorruzione possibile sì è parlato oggi nel dibattito sulla sostenibilità del servizio sanitario e sul ruolo dell’etica per migliorarne l’efficienza. L’incontro, promosso da Ispe-Sanità, dal titolo “L’etica e l’arte della manutenzione del SSN. L’Anticorruzione possibile: entriamo nel merito” si è svolto nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, con il patrocinio ufficiale di FnomCeO e di FederSanità ANCI e la presenza, tra gli altri, dell’Assessore alla Sanità di Regione Lazio Alessio D’amato, del Senatore Laura Stabile, del Senatore Pierpaolo Sileri, del Senatore Giovanni Endrizzi, del Senatore Maria Domenica Castellone e del Generale della Guardia di Finanza e Comandante del Nucleo Speciale Anticorruzione Gaetano Scazzeri. “Il tema della corruzione e della prevenzione dell’illegalità nel settore sanitario è centrale nella nostra azione di governo – ha detto Alessio D’Amato, assessore alla Sanità e all’Integrazione socio sanitaria Regione Lazio Il Lazio infatti è la prima Regione in Italia ad aderire all’accordo tra il Ministero della Salute, ANAC e AGENAS, per un modello di controllo per contrastare la corruzione e gestire i rischi che spesso sono collegati all’amministrazione delle Aziende sanitarie. Dopo il Protocollo di Vigilanza collaborativa firmato con l’Anac nel 2016 sempre in ambito sanitario, questa adesione rappresenta una novità assoluta: introduciamo infatti una ‘dichiarazione pubblica di interessi’ rivolta ai professionisti dell’area sanitaria e amministrativa quale ulteriore strumento per prevenire e contrastare fenomeni di corruzione anche a tutela degli stessi professionisti. Sin dal nostro insediamento sono stati due gli assi portanti dell’azione amministrativa: trasparenza e legalità”. L’obiettivo della giornata è promuovere un approccio consapevole al problema della corruzione in sanità nei diversi ambiti. “Un’altra Anticorruzione è possibile, e necessaria – specie in sanità –  a fianco delle autorità inquirenti e della Magistratura. È il momento di stimolare insieme quell’approccio culturale verso una gestione integra e trasparente dei servizi sanitari al cittadino, e la presentazione dei Livelli Essenziali Anticorruzione rappresenta una proposta concreta in tal senso”- ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente Ispe-Sanità. In occasione dell’incontro, l’Istituto ha presentato i Livelli Essenziali AnticorruzioneLEA, ovvero dieci proposte di standard minimi declinati in azioni concrete raccolti in un Decalogo (disponibile a questo link: http://www.ispe-sanita.it/1/upload/decalogo.pdf) – che devono essere assicurati dalle strutture sanitarie per poter creare le condizioni in grado di garantire il raggiungimento di un determinato obiettivo anticorruzione. Integrità, Governance, Merito, Competenza, Rete sono le cinque direttive seguite per la stesura del documento dagli autori del Decalogo: Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini di @Spazioetico; Marco Magheri, esponente Ispe-Sanità; Marcello Faviere, responsabile Prevenzione Corruzione ESTAR Toscana e Giacomo Galletti, ricercatore Agenzia Regionale Sanitaria ARS Toscana.

Integrità. Di Rienzo (ISPE): “Integrità è un chiaro obiettivo di mandato nella nomina degli RPTC”

Integrità significa aderire in modo saldo e consapevole ad uno stretto codice etico o morale: “Il raggiungimento di elevati standard di integrità in sanità – ha detto Massimo di Rienzo, responsabile formazione di ISPE Sanità e tra i principali autori del Decalogo – dovrebbe essere un chiaro obiettivo di mandato che i governi regionali assegnano ai Direttori Generali nella nomina dei Responsabili della prevenzione della corruzione e trasparenza (RPCT).”

Governance. Frittelli (Federsanità ANCI): “L’inappropriatezza è sintomo principale di tensione etica del Ssn”

Di Governance sanitaria e appropriatezza delle cure ha parlato Tiziana Frittelli, Presidente Federsanità ANCI: “L’inappropriatezza costituisce uno dei massimi sintomi di mancanza di positiva tensione etica del Servizio sanitario nazionale, perché irrispettosa verso il paziente e verso la necessità di non dissipare risorse limitate. Un perimetro che la governance delle aziende sanitarie deve presidiare per preservare l’eticità del sistema è il rispetto dei valori traguardo posti dal Patto della salute 2014-2016 e monitorati dal Programma Nazionale Esiti, sia con riferimento ai volumi minimi che agli outcomes clinici.”

Merito. Tarsitano (SIGM): “Coltivare nei giovani medici e nei futuri professionisti della sanità il seme dell’etica in sanità”

Il Merito è uno degli aspetti fondamentali della nuova cultura anticorruzione, un diritto che viene proclamato a gran voce dai giovani medici: “E’ arrivato il momento di acclamare che i valori del merito, cosi come i criteri di selezione per competenza e integrità e i meccanismi di controllo di gestione vanno ripensati, dando un messaggio coordinato alle Regioni e alle Istituzioni ai fini di coltivare nei giovani medici e nei futuri professionisti della sanità il seme dell’etica in sanità.” ha dichiarato Maria Grazia Tarsitano, referente Segretariato italiano giovani medici (SIGM).

Competenza. Faviere (ESTAR Toscana): “Arricchire le competenze degli RPCT per fronteggiare corruzione”

Sul quarto punto, la Competenza, Marcello Faviere, responsabile Prevenzione Corruzione ESTAR Toscana, ha detto: “Un punto fondamentale che le strutture sanitarie devono poter garantire è la competenza degli RPCT i quali nell’adempimento dei piani di prevenzione alla corruzione si trovano a gestire le situazioni più varie che vanno dall’aspetto legale, all’aspetto contabile a quello delle risorse umane.”

Rete. Galletti (ARS Toscana): “E’ essenziale mettere in rete gli RPCT delle diverse regioni”.

Giacomo Galletti ricercatore Agenzia Regionale Sanitaria ARS Toscana, racconta come fare Rete in sanità: “Strutturare una rete tra RPCT significa creare opportunità di confronto con i responsabili di altre aziende. Tale strategia, da una parte finisce per valorizzare il lavoro della singola persona, dall’altra crea un valore aggiunto a livello regionale attraverso la promozione e condivisione delle buone pratiche che rendono i processi condivisi più efficaci ed efficienti.”

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