Bambini e cosmesi: un mercato ricco e i rischi non mancano. La pelle dei bambini ha davvero bisogno di tanti prodotti?

Bambini e cosmesi: un mercato ricco e i rischi non mancano.

Sofia Gorgoni
 

Shampoo alla fragola, bagnoschiuma alla ciliegia, creme lenitive per il cambio pannolino e un mare di profumi. La lista dei prodotti dedicati ai bambini è infinita: dai neonati agli adolescenti, ce n’è per tutte le età. È un mercato, quello della paidocosmesi (dal greco paîs, paidós “bambino”), che fattura circa 80 milioni di euro l’anno in Italia ed è in crescita. I prodotti per la pelle dei bambini vengono venduti in farmacie, parafarmacie, profumerie e grandi magazzini.

Da qui nasce il dibattito sulla  necessità e soprattutto sicurezza dei prodotti. Pucci Romano, presidente dell’Associazione di Eco-dermatologia Skineco e autrice del libro “Un’amica per la pelle”, sostiene che non siano prodotti necessari. Secondo la dermatologa, i bambini non avrebbero assolutamente bisogno di tutte queste cure cosmetiche. Sarebbe bene, anzi, limitare l’utilizzo di molti prodotti, oltre infatti a non apportare benefici alla pelle, alcuni dei principi attivi spesso contenuti in questi prodotti sono dannosi per la pelle infantile che è più fragile, soprattutto dal punto di vista immunologico.

La cosa più importante da fare è imparare a difendersi scegliendo i prodotti in base alla composizione. Basta dare un’occhiata all’elenco degli ingredienti riportato in etichetta, senza farsi influenzare dalla pubblicità. Il linguaggio Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la chiave per individuare le sostanze da evitare. Oltre a quelle messe sotto accusa dalla ricerca scientifica come petrolati, siliconi, triclosan, glycol, Peg, ci sono anche gli ftalati che alterano lo sviluppo del sistema riproduttivo maschile, e la formaldeide, sostanza cancerogena usata per la conservazione e la disinfezione.
Un altro prodotto bocciato dalla presidente è il talco: «Non ha senso cospargere i bambini di una polvere che deriva da una pietra» – spiega la dermatologa. «L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – continua – lo ha classificato come possibile cancerogeno, con un rischio legato all’inalazione. L’azione assorbente del talco può essere svolta dall’amido di mais o di riso».
È importante però capire anche quali siano i principi attivi “buoni” nei prodotti dei bambini. «Per prima cosa – sottolinea la specialista – un cosmetico adatto alla pelle dei più piccoli deve essere anche eco-dermocompatibile, cioè deve essere efficace e non dannoso per la pelle ma deve rispettare anche l’ambiente. Tra i principi attivi da cercare in etichetta c’è l’acido 18 beta-glicirretico: si ricava dalle radici della liquirizia ed è noto per le proprietà antinfiammatorie». Supera l’esame anche il Bisabololoestratto dalla camomilla che è un efficace lenitivo contro irritazioni e arrossamenti, oltre ad avere una leggera azione disinfettante. Così come la calendula, ricca di flavonoidi, l’Aloe, ricca di vitamina C e minerali che favoriscono la riparazione cutanea, e il Beta-glucano, uno zucchero che deriva dall’avena ed è capace di trattenere grandi quantità di acqua e cederle alla pelle, idratandola.

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