Un momento dell'esame di Gaia

Gaia e Pasquale, la storia di due studenti coraggiosi

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Gaia e Pasquale non si conoscono, sono due ragazzi con vite diverse, ma hanno in comune qualcosa che li rende molto simili: nonostante siano colpiti entrambi da patologie che al momento li costringono in ospedale hanno saputo stringere il coraggio a due mani e hanno brillantemente sostenuto la prova d’esame per la maturità. «Ragazzi e professori riuniti per l’interrogazione, ma anche medici e infermieri, perché Gaia il suo esame di maturità lo ha dovuto sostenere in ospedale», scrive sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno Raffaele Nespoli. «Ieri, per un giorno, una sala della terza medicina del Cardarelli di Napoli si è trasformata in aula di scuola. Alle 14.30 una commissione d’esame del liceo Quinto Orazio Flacco di Portici è arrivata al nosocomio del Vomero e Gaia, ricoverata ormai da due settimane, ha potuto vivere una delle giornate più importanti della sua vita. Diciotto anni compiuti da poco meno di due mesi, la giovane studentessa è ricoverata nel reparto diretto dal professor Generoso Uomo a causa di un grave problema, il Lupus eritematoso sistemico (Les), malattia infiammatoria sistemica molto difficile da diagnosticare. Semplificando un po’, Gaia ha una patologia diffusa a tutto il corpo, causata da quelli che in gergo si definiscono “autoanticorpi”, cioè anticorpi che attaccano l’organismo creando gravi problemi. Nonostante questo la giovane studentessa non ha voluto trovare scuse. Il suo desiderio era quello di poter sostenere l’esame e diplomarsi come i sui compagni. Il sì è arrivato grazie alla grande disponibilità della scuola e degli insegnanti, ma anche grazie allo straordinario lavoro della direzione strategica del Cardarelli e di medici, reumatologi e infermieri che si sono stretti attorno alla ragazza».

Mi trovo nel cuore dell’inferno

La tesina proposta dalla giovane studentessa ha un titolo molto chiaro e in qualche modo evocativo: «Mi trovo nel cuore dell’inferno». L’inferno al quale si riferisce è quello dell’olocausto e la sofferenza che ne deriva è legata alla follia dei campi di sterminio nazisti. Gaia ha visitato quei luoghi assieme alla famiglia e ha deciso di approfondire il tema per discuterne in sede d’esame. Nelle settimane che hanno preceduto la prova, Gaia ha avuto il sostegno costante di mamma Lia e papà Nunzio, che si sono alternati in reparto giorno e notte. «Qui al Cardarelli abbiamo trovato un accoglienza eccezionale – dice Nunzio – sia la direzione che i medici sono stati splendidi e comprensivi con noi e con Gaia». Non a caso, ieri, all’esterno dell’aula d’esame c’era anche un insolito via di camici bianchi. Primi fra tutti i medici che più le sono stati vicini in queste settimane: Fernando Gallucci, Chiara Mastrobuoni e Anna Parisi. Tutti con i volti tesi e con una sola domanda ricorrente: «come sta andando?». Bene, Gaia ancora una volta ha gettato il cuore oltre l’ostacolo.

Vite parallele

Intanto, nel reparto di cardiochirurgia generale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” dell’Ospedale Monaldi, diretto da Marisa De Feo, anche Pasquale (in attesa di trapianto cardiaco) ha sostenuto l’esame di maturità scientifica. Ieri, grazie all’autorizzazione del direttore dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese, si è riunita la commissione del Liceo Virgilio di Pozzuoli e il giovane paziente ha sostenuto la prova di Italiano, scegliendo una traccia sulla paura. «Mio figlio aveva un po’ di timore a svolgere l’esame in ospedale – spiega la mamma – ma ha affrontato la prova con grande serenità e coraggio anche in una stanza di ospedale. Vorrei ringraziare i medici e il personale del reparto che si sono impegnati per fare in modo che Pasquale riuscisse a sostenere l’esame al meglio».  Alla fine entrambe le prove sono andate più che bene, nonostante ai ragazzi non sia stato fatto alcun favoritismo. Gaia e Pasquale hanno davanti molte altre sfide dure da superare, ma la cosa sicura è che le affronteranno con il coraggio e la determinazione che hanno già ampiamente dimostrato di avere.

 

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