Lsd e funghi allucinogeni per curare disturbi mentali gravi

Lsd e funghi allucinogeni per curare disturbi mentali gravi

Sofia Gorgoni
Categorie: News
 

Le droghe psichedeliche, associate allo sballo, oggi trovano una nuova possibilità di impiego per la cura di gravi disturbi mentali. Proprio così: due studi pubblicati su Scientific Report mostrano interessanti possibilità di cura per gravi problemi psichici. Queste sostanze allucinigene, da Lsd ai funghi magici, rappresentano un grave pericolo per i giovani e sono diffuse soprattutto negli ambienti di musica elettronica o tecno. Ad analizzare l’effetto della psilocibina, presente in alcuni funghetti allucinogeni, su 19 pazienti con depressione maggiore non rispondente a trattamenti, è stato un gruppo di ricercatori dell’Imperial College London. 

Il disturbo depressivo maggiore è caratterizzato da una connettività funzionale anormale a riposo (RSFC) in alcune aree del cervello. Attraverso risonanza la magnetica funzionale è emerso che “il trattamento con psilocibina ha prodotto effetti antidepressivi rapidi e sostenuti”. In particolare, spiegano i ricercatori: “i pazienti che hanno ottenuto il punteggio più alto in esperienza ‘mistica’ hanno avuto maggiori diminuzioni di connettività funzionale anormale”. Un altro studio ha invece preso in esame la dietilammide dell’acido lisergico, o LSD, facendo emergere la capacità di curare alcuni tipi di disordini mentali gravi, grazie alla sua capacità di ‘improvvisare’ nuove connessioni nel cervello, allo stesso modo di un jazzista mentre suona. Il team di ricerca dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona ha somministrato a 12 volontari una piccola dose di LSD o del placebo durante o dopo l’ascolto di musica. Attraverso risonanze magnetiche funzionali è stata monitorata l’attività cerebrale dei partecipanti. Il risultato è stato che, generando nuove connessioni, l’LSD riesce a stimolare il ripristino di quelle deteriorate dalla malattia. Selen Atasoy, a capo del gruppo di ricerca, ha spiegato: ”così come l’improvvisazione dei jazzisti è basata sull’utilizzo di molte più note musicali in modo spontaneo e non casuale, il cervello esposto a questa sostanza combina più onde armoniche in modo spontaneo ma strutturato”.

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