Pollini: italiano scopre meccanismi che provocano allergie

Pollini: italiano scopre meccanismi che provocano allergie

Sofia Gorgoni
 

Un ricercatore dell’Ateneo di Pisa ha scoperto i meccanismi che provocano le allergie ai pollini. Si chiama Franco Ruggiero ed è un dottorando del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. Il suo studio sui pollini allergenici è stato premiato come miglior articolo di ricerca del 2018 dall’International Association for Aerobiology (IAA). La consegna ufficiale del riconoscimento è prevista durante l’11^ Congresso Internazionale in Aerobiologia in programma a Parma dal 3 al 7 settembre. Ha collaborato nello studio il professore Gianni Bedini dell’Ateneo pisano. L’indagine si è concentrata sui cipressi, che insieme ai ginepri e tassi, sono fra i principali responsabili di riniti ed attacchi di asma allergica in tutto il mondo. Grazie a questa ricerca sono stati rivelati alcuni meccanismi che sono alla base dell’insorgenza, anche stagionalmente precoce, delle allergie ai pollini. Ruggero è riuscito a osservare per la prima volta direttamente nell’atmosfera gli ‘orbiculi‘, cioè minuscoli vettori di sostanze allergeniche, e altre particelle sub-microniche ancora più piccole che i cipressi disperdono in concentrazioni otto volte maggiori rispetto ai “normali” e piu’ grandi granuli pollinici.  In passato non era mai stata fatta un’osservazione diretta di queste particelle.

“La scoperta di queste particelle sub-microniche e nanometriche rilasciate in atmosfera, potrebbe quindi finalmente spiegare l’insorgenza delle pollinosi ancor prima del rilevamento degli stessi granuli pollinici mediante gli strumenti di campionamento ad oggi in uso, ma soprattutto, anche gli attacchi d’asma allergica – aggiunge Franco Ruggiero – infatti, le loro dimensioni permettono di permanere in atmosfera molto più a lungo rispetto ai granuli pollinici e una volta inalate, di raggiungere facilmente le vie aree respiratorie più profonde”. 

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