Mensa scolastica, i genitori vogliono cibi più sani

Mensa scolastica, i genitori vogliono cibi più sani

Sofia Gorgoni
Categorie: News
 

Più della metà dei genitori non è contento della mensa scolastica dei propri figli. I dati emergono dall’Osservatorio Agro-alimentare Ixè 2018Tra le famiglie con bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e primarie, la valutazione della qualità della mensa è solo per il 36% dei genitori buona o ottima.Mensa scolastica, i genitori vogliono cibi più sani

Cresce l’attenzione per il cibo sano

Il 75% dei genitori e nonni di bimbi fino ai 10 anni ritiene che le mense scolastiche abbiano il compito di offrire pasti sani ed equilibrati ai bambini e ai ragazzi nell’età dello sviluppo, in una fase fondamentale per l’educazione ad un corretto stile alimentare. Ne sono ancora più convinte le famiglie con figli o nipoti adolescenti. Il 37% delle famiglie con bambini sostiene l’ipotesi di menù costruiti con cibi e prodotti locali. Il 18% pensa che le mense potrebbero proporre ricette e piatti tipici regionali; questo potrebbe rappresentare un canale informale e diretto per diffondere conoscenza sulla varietà e l’eccellenza della tradizione culinaria italiana o un modo per confermare le tradizioni e consuetudini tradizionali.

L’11% delle famiglie propende per il biologico.

Il percepito della popolazione complessiva, per lo più basato sul word of mouth o sulla rappresentazione mediatica, risulta più negativo. Il 77% dei bambini/ragazzi porta a scuola la merenda di metà mattina e di queste, circa la metà è preparata a casa, oltre un terzo è confezionata e una quota ridotta è fresca ma acquistata (pizze, cornetti ecc…).Mense_g03

L’iniziativa al Sud

A Bari è appena partita la nuova mensa scolastica, tra le più green d’Italia: prodotti bio al 100%, impatto ambientale zero, educazione alimentare smart e customer satisfaction paperless con un istituto di ricerche. Si tratta di un vero e proprio percorso educativo che insegna ai bambini a mangiare sano, ha commentato il sindaco di Bari Antonio Decaro. Il nuovo progetto di ristorazione scolastica è rivolto alle scuole d’infanzia e primarie del Comune di Bari e predisposto dalla Ladisa ristorazione, vincitrice del bando pubblico di durata triennale. I punti forza del progetto sono: l’utilizzo di prodotti 100% bio, (così la mensa di Bari diventa una delle più smart e green in Italia: la media nazionale è del 45%) e l’impatto ‘verde’ in tutto il ciclo, infatti i cibi vengono trasportati con mezzi elettrici e a metano. Infine, viene misurato il gradimento degli utenti (bambini e adulti) senza spreco di carta, grazie ai totem elettronici. In base all’età si possono dare dei ‘voti’ al servizio, i dati vengono elaborati e i report periodici consegnati all’amministrazione comunale. Inoltre ci saranno dei focus group con genitori e docenti per analizzare i risultati delle indagini ed eventualmente concordare modifiche. Di recente in Campania, il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disciplina per l’orientamento al consumo dei prodotti di qualità e per l’educazione alimentare nelle scuole”. Si tratta di una proposta di legge che favorisce un’alimentazione di qualità negli asili nido, nelle scuole di infanzia, primarie ed elementari, grazie al consumo degli alimenti della dieta mediterranea. L’iniziativa contro il fenomeno dell’obesità infantile è “una novità normativa che mette la Campania al passo con altre regioni che, come il Veneto, hanno aperto la strada al riconoscimento delle mense scolastiche come momento formativo e didattico” – ha detto Gennaro Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale –  “Siamo la patria della Dieta Mediterranea, che dovrebbe essere materia di studio e prassi nelle mense scolastiche. Negli anni, in nome dell’efficienza burocratica, si è smontata ad esempio la logica delle cucine interne. Servire i pasti cucinati esternamente e confezionati sottovuoto ha ridimensionato il rapporto educativo con il cibo. Ma un ritorno alle cucine interne costituirebbe la scelta migliore in termini educativi, qualitativi e ambientali”.

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