La felicità è un antitumorale. Parla oncologo Khayat

Oncologo Khayat: la felicità è un antitumorale

Sofia Gorgoni
Categorie: Prevenzione
 

La felicità produce ormoni che aiutano a prevenire il tumore. A sottolineare il ruolo negativo svolto da tristezza, stress e ansia per la salute è David Khayat, capo del Dipartimento di Oncologia medica dell’ospedale Pitié-Salpêtrière a Parigi e già presidente dell’Institute National du Cancer, intervenuto al Salone internazionale dell’Alimentazione in corso a Parigi (Sial). “Avere un atteggiamento positivo aiutano a difenderci dal cancro – ha spiegato l’ oncologo – L’esperienza clinica avuta in 40 anni di carriera e attraverso migliaia di pazienti mi porta a non avere dubbi, per questo inizio ogni giornata con dieci minuti di meditazione”.

Nella prevenzione dei tumori, quindi, oltre all’alimentazione, l’esercizio fisico e l’eliminazione delle sigarette, incidono anche altri fattori. “E’ dimostrato anche che avere una buona attività sessuale riduce il cancro alla prostata – ha ribadito l’ oncologo – perché nello sperma sono contenute sostanze potenzialmente cancerogene. Fa male invece riposare oltre le 9 ore al giorno perché riduce l’attività motoria”. A conferma che la qualità del sonno è un fattore importante: chi russa ha un rischio più alto di ammalarsi di tumore “perché in genere pesa di più e dorme peggio”.

Un rischio maggiore di ammalarsi di tumore lo ha anche chi tende a farsi sopraffare da emozioni negative. “E’ difficile dimostrarlo attraverso studi scientifici, ma tra tutti i fattori anticancro la felicità è il primo, perché le endorfine prodotte dalle emozioni positive hanno effetto protettivo”. Di fatto, sottolinea, è “impossibile diventare felici con la bacchetta magica, ma evitare che i problemi prendano un peso eccessivo nella nostra vita è anche una questione di allenamento mentale”. Per questo motivo “consiglio sempre di dedicare qualche minuto al giorno alla meditazione, per svuotare la testa, immaginare cose belle e produrre ormoni che fanno bene” – ha concluso. 

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