Elena, un intervento chirurgico straordinario

Intervento hi-tech con la tecnologia O-Arm

 

E’ un intervento innovativo quello realizzato a Napoli, nel nuovissimo Ospedale del Mare di  Ponticelli. Già, le sale operatorie di neurochirurgia del nosocomio sono state attrezzate con una tecnologia innovativa che consente di migliorare i risultati , ridurre i tempi dell’intervento e ridurre l’incidenza di possibili complicanze.

O-Arm

L’apparecchiatura radiologica si chiama O-Arm, che, alla stregua di una Tac intraoperatoria, dopo aver posizionato il paziente sul tavolo operatorio, acquisisce le immagini della regione da sottoporre ad intervento chirurgico, le rielabora e le trasferisce ad un sistema di neuronavigazione. Il neuronavigatore, da questo momento in poi, guida il chirurgo durante tutte le fasi dell’intervento con precisione millimetrica,  senza dover ricorrere continuamente a lunghi e fastidiosi controlli radiologici intraoperatori. In questo modo si riduce in maniera significativa la durata dell’intervento, si incrementa la precisione, si azzera l’esposizione degli operatori alle radiazioni e si riduce il rischio di infezioni perioperatorie.

Innovazione

La stessa apparecchiatura, unica al momento in Campania, è presente solamente in poche altre prestigiose strutture sanitarie in Italia (tra cui, l’Istituto Humanitas a Milano, il Policlinico Gemelli a Roma ed il Policlinico di Messina).La tecnologia O-Arm è stata utilizzata per la prima volta presso l’Ospedale del Mare su di una paziente affetta da una grave forma di patologia degenerativa della colonna vertebrale che le impediva da tempo la deambulazione e la obbligava a far ricorso a terapie farmacologiche per il dolore, senza peraltro successo. Due giorni dopo l’intervento effettuato dall’equipe del dottor Giuseppe Catapano – direttore delle unità operativa complessa Neurochirurgia- la paziente ha ripreso a camminare in maniera autonoma ed è stata dimessa senza necessità di terapia farmacologica. Facile comprendere quali vantaggi ci siano per i pazienti grazie all’impiego di queste nuove tecnologie, che possono regalare una speranza di guarigione anche in casi prima impossibili, o quasi impossibili, da affrontare.

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