Usa: olio extravergine oliva promosso a “farmaco” per il cuore

Usa: olio extravergine oliva promosso a “farmaco” per il cuore

Sofia Gorgoni
Categorie: Alimentazione
 
Che il consumo di olio extravergine di oliva aiuti a prevenire l’infarto e le altre malattie del cuore è ormai risaputo. Oggi, però, arriva dalla Food and Drugs Administration (Fda) statunitense l’invito ufficiale ad indicare sulle confezioni degli oli contenenti almeno il 70% di acido oleico che il loro consumo porta benefici cardiovascolari quando sostituisce il grasso saturo dannoso per il cuore. In particolare  l’agenzia per la salute alimentare degli Stati Uniti suggerisce di scrivere sulle bottiglie che il consumo di circa mezzo cucchiaio di olio senza aumentare le calorie complessive assunte quotidianamente garantisce un importante effetto di prevenzione per la salute.

“La promozione conquistata negli Usa rappresenta – afferma Coldiretti – un ulteriore riconoscimento degli effetti positivi sulla salute associati al consumo di extravergine che ha determinato negli ultimi venticinque anni un vero e proprio boom degli acquisti, con una crescita a livello mondiale del 49% che ha cambiato la dieta dei cittadini in molti Paesi. Un fenomeno particolarmente evidente negli Stati Uniti dove il consumo di olio di oliva è addirittura triplicato nello spazio di una generazione, arrivando alla cifra record di 315 milioni chili (+174%) e facendo salire gli Usa al terzo posto dopo Italia e Spagna tra i maggiori acquirenti”.

L’olio d’oliva nel mondo

Tuttavia la crescita dell’olio d’oliva sulle tavole di tutto il mondo, spiega la Coldiretti, è avvenuta in modo vorticoso anche in altri Paesi a partire dal Giappone (dove i consumi sono aumentati di 8 volte raggiungendo i 55 milioni di chili), mentre in Gran Bretagna si è registrata una crescita del 247,6% (fino a 58,4 milioni di chili) e in Germania l’incremento è stato del 359,7% (fino ai 61,6 milioni di chili). In Brasile, invece, l’aumento è stato del 313% (per un totale di 60 milioni di chili), in Russia del 233% (anche se le quantità restano limitate a 20 milioni di chili), il Canada con 39,5 milioni di chili e un incremento del 229% e la Francia che con un progresso del 154% ha superato i 111 milioni di chili.

“Si aprono dunque enorme potenzialità per la produzione Made in Italy – afferma la Coldiretti – che è il secondo produttore mondiale dopo la Spagna ma che può contare sul primato qualitativo con 47 olii Dop/Igp riconosciuti dall’Unione Europea e 533 diverse varietà di olive dai quali si ottiene un olio con percentuali di acido oleico che variano dal 72% all’83%, ben al di sopra del livello indicato dall’Fda”.

Danni del maltempo sulle tavole

“A pesare quest’anno è il crollo del 38% della produzione nazionale per un “raccolto” di 265 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici, a causa del maltempo con il gelo invernale di Burian e i venti accompagnati dalla pioggia durante la fioritura che hanno ridimensionato pesantemente i raccolti con almeno 25 milioni di piante di ulivo danneggiate dalla Puglia all’Umbria, dall’Abruzzo sino al Lazio e danni fino al 60% in alcune zone particolarmente vocate. Da qui l’esigenza – sostiene la Coldiretti – del rifinanziamento del piano olivicolo nazionale (Pon) per recuperare il deficit italiano e potenziare una filiera che coinvolge oltre 400 mila aziende agricole specializzate”.

“Sulle confezioni – continua la Coldiretti – è praticamente impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario N.182 del 6 marzo 2009. In attesa che vengano strette le maglie larghe della legislazione per non cadere nella trappola del mercato il consiglio è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive”.

 

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