Smartphone, così ci isolano dal mondo

sleep texting, un disturbo già molto diffuso tra i giovani

Sofia Gorgoni
Categorie: News
 

Il telefono vicino anche di notte per connettersi a internet e scambiare messaggi mentre si dorme. Si chiama sleep texting ed è un fenomeno già largamente diffuso negli Stati Uniti. In pratica, sempre più adolescenti e studenti universitari si connettono con gli amici tramite i dispositivi elettronici nel cuore della notte e spesso, la mattina dopo, non ricordano di averlo fatto. I Millenials, insomma, tendono a inviare messaggi mentre stanno per prendere sonno o sono ancora addormentati, in uno stato di incoscienza. Le comunicazioni sono spedite e il più delle volte prive di senso. Il risultato è che al mattino seguente sì trovano spesso di fronte a messaggi insensati o imbarazzanti. 

La ricerca

Uno studio condotto su 372 ragazzi dalla Villanova University, pubblicata sulla rivista Journal of American College Health ha fatto emergere il fenomeno. La maggior parte dei ragazzi non aveva memoria del fatto di aver inviato messaggi o del loro contenuto. Elizabeth B. Dowdell, autrice dello studio ha spiegato: “il fatto di non ricordare non è sorprendente, poiché la ricerca sul sonno ha scoperto che le persone che si svegliano dopo aver dormito per più di qualche minuto non sono in grado di ricordare i minuti prima di addormentarsi”. Più di un quarto (25,6%) degli studenti nel sondaggio ha riferito di aver inviato messaggi nel sonno; la maggioranza (72%) ha riferito di non ricordare di averlo fatto.

Sleep texting: nuovi disturbi del sonno

Secondo gli esperti, lo ‘sleep texting’ è collegato a un sonno interrotto, questo è facile immaginare come influisca sulla qualità del sonno stesso. I ragazzi che dormono in maniera insufficiente e irregolare oltre ad avere ripercussioni sul rendimento scolastico e universitario possono anche sviluppare degli squilibri emotivi, affaticamento e scarsa concentrazione. Ma a salire sul banco degli imputati non sono solo i cellulari, secondo gli esperti andrebbero valutati con attenzione anche laptop, tablet e e-reader. Quando è stata misurata la quantità di sonno durante la settimana rispetto al weekend, gli studenti con quattro o più dispositivi tecnologici in camera da letto risultavano dormire molto meno di quelli con tre o meno dispositivi. In altre parole, la luce del monitor interferisce sulla regolazione del sonno, in questo senso viene in aiuto la luce del monitor che se impostata su una tonalità più calda nelle ore serali, può limitare conseguenze sul sonno. 

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