Salute riproduttiva, inquinamento nemico delle donne

Salute riproduttiva, inquinamento nemico delle donne

Categorie: Prevenzione
 

L’inquinamento impatta gravemente sulla nostra salute: è responsabile di più di un quarto delle morti e delle malattie nel mondo. Non solo, gli effetti si palesano su più fronti, tra cui quello della salute riproduttiva delle donne. Lo ha appena dimostrato uno studio italiano presentato a Vienna nel corso del meeting della European Society of Human Reproduction and Embriology (ESHRE). I ricercatori hanno dimostrato che maggiore è l’inquinamento, minore è la riserva ovarica, cioè la quantità di ovociti vitali presenti nelle ovaie. Si tratta di un’ulteriore presa di coscienza del legame tra fattori ambientali e salute umana, anche se non è ancora del tutto chiaro se ci siano dei reali effetti sulla fertilità femminile. Tuttavia già uno studio recente si era concentrato sulla salute riproduttiva maschile. Infatti si parla di una riduzione intorno al 50% nell’ultimo mezzo secolo, l’inquinamento infatti agisce sulla vitalità degli spermatozoi e sulla loro mobilità. Si è addirittura visto come alcuni inquinanti possano modificare anche la struttura del DNA. 

Inquinamento e salute riproduttiva delle donne

Uno studio condotto nell’area di Modena e presentato al congresso della European Society of Human Reproduction and Embriology segnala che più alti livelli di inquinanti si associano a più bassi livelli di un ormone considerato un marker della riserva ovarica. L’autore principate è Antonio La Marca dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La ricerca ha coinvolto un campione di circa 1400 donne provenienti dall’area di Modena, che hanno vissuto nella zona tra il 2007 e il 2017. Durante lo studio Ovarian Reserve and Exposure to Environmental Pollutants (ORExPo study), gli studiosi hanno misurato i livelli dell’ormone anti-mulleriano (AMH), prodotto dai follicoli ovarici. I livelli dell’ormone sono stati collegati a quelli di alcuni inquinanti, come particolato (PM 2,5 e PM10) e diossido di azoto. Tuttavia ancora non è chiaro il legame tra livelli di AMH e fertilità, spiega La Marca: bassi livelli di questo ormone – spiega – non influenzano la possibilità di avere un test di gravidanza positivo, ma le donne con livelli di AMH più bassi hanno una finestra riproduttiva più piccola.

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