Un giorno nella storia del volo per i bimbi di Oncologia del Gemelli

Un giorno nella storia del volo per i bimbi di Oncologia del Gemelli

Sofia Gorgoni
Categorie: News
 

Un giorno intero al museo, tra aerei e piloti dell’Aeronautica Militare. Lo hanno trascorso alcuni pazienti dell’U.O. di Oncologia Pediatrica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS al polo museale di Vigna di Valle. Accolti in questo viaggio nella storia del volo dal Colonnello Giuseppe Lauriola, Comandante del Centro Storiografico e Sportivo Vigna di Valle, e dal Tenente Colonnello Adelio Roviti, Direttore del Museo, i piccoli pazienti sono stati accompagnati dai genitori, dalla dottoressa Antonella Guido, psicologa e psicoterapeuta dell’Unità Operativa di Oncologia Pediatrica del Gemelli, e dalla dottoressa Daniela De Bianchi insieme ai volontari dell’AGOP Onlus (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica).

Il progetto promosso dal Gemelli

Al progetto psico-educativo promosso dall’Unità Operativa di Oncologia Pediatrica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, diretta dal Professor Antonio Ruggiero, hanno collaborato gli psicologi del Servizio di Psicologia Ospedaliera operanti nell’U.O., gli insegnanti della Scuola in Ospedale del Gemelli e l’AGOP Onlus. I bimbi hanno posato i loro occhi sognanti sui velivoli esposti e hanno interagito con il personale dell’Aeroporto che li ha accompagnati durante la mattinata. I bambini e ragazzi presenti sono tutti inseriti in un percorso scolastico vero e proprio che consente, a chi è costretto spesso per lunghi periodi in ospedale per affrontare le cura, di proseguire il percorso scolastico.

Poi è arrivato il momento  dell’incontro con il pilota della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) Tenente Colonnello Rudy Barassi, che ha raccontato aspetti tecnici e soprattutto estro e motivazione che richiede il lavoro dei piloti dell’Aeronautica Militare, in particolare quelli del volo acrobatico; durante le spiegazioni, i ragazzi hanno tenuto gli occhi fissi sul velivolo MB 339 PAN, mentre scorrevano immagini legate alle esibizioni dei piloti dell’aeroporto militare di Rivolto in occasione di recenti voli acrobatici.

Gli altri colleghi presenti hanno indossato uniformi d’epoca, le cosiddette Marus, indossate dagli equipaggi di volo durante il secondo conflitto mondiale, e hanno scattato alcune foto insieme ai ragazzi.

“La visita al museo di Vigna di Valle – ha spiegato il professor Ruggiero – può essere considerata l’inizio di un auspicabile percorso di collaborazione tra la Forza Armata e il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. E’ infatti allo studio un protocollo che consentirà di creare veri e propri laboratori didattici, momenti ludici, esposizioni e mostre, il tutto finalizzato a creare momenti di interesse culturale e svago per i pazienti provati da esperienze emotive e fisiche così dure che, assieme ai genitori, famigliari e al personale del Policlinico Gemelli, tentano di superare”.

Dopo tante domande curiosità. i pazienti hanno terminato la giornata con la salita a bordo di uno dei velivoli dell’Aeronautica Militare. Un’esperienza che sarà replicata, ha spiegato il Tenente Colonnello Lauriola, “proprio presso il Policlinico Gemelli, dove andremo a trovare anche coloro che non hanno avuto la possibilità di essere presenti oggi a Vigna di Valle”.

“Questa iniziativa – ha continuato la dottoressa Guido – segue la visita organizzata mesi fa presso il 31° Stormo di Ciampino e rientra nel progetto di promuovere, in collaborazione con la Scuola in Ospedale del Policlinico Gemelli, uscite didattiche con l’obiettivo di rompere l’isolamento spesso indotto dal trattamento terapeutico e favorire iniziative finalizzate a restituire un percorso scolastico caratterizzato anche da proposte esterne al contesto ospedaliero. D’altronde – ha concluso la psicologa – un protocollo terapeutico non può prescindere dal considerare il momento riabilitativo finalizzato a garantire al paziente una migliore qualità di cura, utilizzando le diverse professionalità sanitarie e non sanitarie più indicate al bisogno espresso. L’ottica dell’assistenza globale deve sempre fornire ai pazienti nuove opportunità di crescita e sviluppo, promuovendo le loro parti sane e le loro risorse”.

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