Cancro del colon, muoversi rallenta la progressione. Lo studio

Cancro del colon, muoversi rallenta la progressione. Lo studio

Sofia Gorgoni
Categorie: News
 

L’attività fisica rallenta la progressione del cancro del colon e riduce gli effetti collaterali delle terapie per i pazienti con tumore in fase avanzata. Gli studi in precedenza avevano già dimostrato come svolgere attività fisica regolarmente riducesse il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto. Ora uno studio americano evidenzia come l’attività fisica sia molto utile anche per coloro che si sono già ammalati di questo tipo di tumore. Lo studio è stato realizzato dai ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e del Brigham and Women’s Hospital di Boston e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Oncology.

Cancro del colon. Lo studio

Gli studiosi hanno esaminato 1.200 pazienti con tumore del colon retto avanzato o metastatico, coinvolti in uno studio clinico in cui veniva valutata l’efficacia di due terapie farmacologiche. All’inizio hanno chiesto ai pazienti di compilare un questionario sull’attività fisica svolta nei due mesi precedenti, specificando quali attività, con quale frequenza e per quanto tempo. I ricercatori hanno poi calcolato il livello di attività motoria settimanale di ogni paziente e lo hanno messo in relazione con il decorso della malattia nei sei anni successivi. Dai numeri è emerso che i pazienti più attivi avevano quasi il 20 per cento di probabilità in più che la malattia non progredisse rispetto a quelli che facevano meno esercizio. Gli effetti positivi si avevano già con una attività a bassa intensità come camminare o salire le scale, purché esercitate per almeno qualche ora alla settimana. Questo dato rende l’obiettivo perseguibile anche per i pazienti in cura con chemioterapia. Jeffrey A. Meyerhardt, direttore del Gastrointestinal Cancer Center del Dana-Farber Cancer Institute e principale autore dello studio, ha sottolineato come questo lavoro sia importante per incoraggiare i pazienti a fare esercizio fisico, fisioterapia o a partecipare a programmi di allenamento in piccoli gruppi. Oltre a rallentare la malattia, l’attività fisica permette di tollerare meglio le terapie. Il rischio di eventi avversi gravi dipendenti dai farmaci diminuiva del 30 per cento circa nei pazienti che facevano almeno 30 minuti di attività fisica moderata al giorno.

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