Chirurgia robotica

Chirurgia robotica, se il bisturi lo manovra un software

 

Non siamo ancora ai robot chirurghi (e, viene da dire, menomale)  ma di certo la chirurgia robotica ha cambiato in meglio la chirurgia moderna. La differenza tra robot chirurgo e robot chirurgico è di lessico, ma anche di sostanza. Un conto è pensare di essere operato da un chirurgo che manovra un robot, sfruttandone la precisione e le articolazioni snodate; tutt’altra cosa è andare “sotto i ferri” mettendo la propria vita nella mani (anzi nei chip) di una macchina. Ma probabilmente anche questa è solo una questione di tempo. Chi sa, nei prossimi decenni l’intelligenza artificiale potrebbe diventare sempre più presente in sala operatoria.

ELETTRICISTA DEL CUORE 

Intanto, sta facendo molto scalpore l’intervento portato a termine con “Stereotaxis”, il robot “elettricista del cuore” che all’ospedale Mauriziano di Torino ha salvato la vita ad un paziente di 65 anni affetto da una grave aritmia cardiaca ventricolare. Il sistema è stato utilizzato, per la prima volta in Italia, per una procedura di ablazione. Un robot manovrato, tornando a quanto detto prima, e non certo autonomo. Ad operare, di fatto, è stato Stefano Grossi, presso la sala di elettrofisiologia della Cardiologia diretta dal facente funzione dottor Mauro De Benedictis. L’intervento é durato quattro ore ed è tecnicamente riuscito. Guidato dal cardiologo, Stereotaxis ha localizzato le lesioni aritmogene con un mappaggio elettrico del cuore e, utilizzando informazioni estratte dalla risonanza magnetica cardiaca realizzata dalla dottoressa Chiara Lario presso la Radiologia diretta dal dottor Stefano Cirillo. In questo modo, il robot riesce a raggiungere con estrema precisione le sedi cardiache malate, un tempo invisibili, e a distruggerle attraverso una ablazione transcatetere, impedendo l’insorgere di nuove aritmie.

SISTEMA DA VINCI

Uno dei robot chirurgici più utilizzati è al giorno d’oggi il Da Vinci, un robot che ha portato nelle sale operatorie l’evoluzione della chirurgia mininvasiva. Con il sistema Da Vinci il chirurgo non opera con le proprie mani, ma manovrando un robot a distanza. Il sistema computerizzato trasmette istantaneamente il movimento delle mani alle braccia robotiche alle quali vengono fissati i vari strumenti chirurgici sofisticati quali pinze, forbici e dissettori. Immagine anteprima YouTubeUn approccio tecnologicamente avanzato che porta innumerevoli benefici pre-intra-post operatori, sia per il paziente che dal punto di vista clinico. La chirurgia robotica tramite sistema robotico da Vinci – rispetto alle tecniche tradizionali – permette un gesto chirurgico più preciso, minor sanguinamento, rischi di infezione post-operatoria più bassi, tempi di degenza e recupero inferiori. La speranza è che, per ancora molto tempo, non si cerchi di sostituire l’abilità dell’uomo con quelle di un software.

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