Aggressioni ai medici, una donna medico con il volto tumefatto per le botte

Violenza sui medici, emergenza infinita

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L’ultimo episodio eclatante è stato quello del “sequestro” di un’ambulanza, dirottata (per così dire) affinché prelevasse un giovane con una distorsione al ginocchio. E’ successo a Napoli, dove la violenza nei pronto soccorso e ai danni di personale del 118 è ormai emergenza quotidiana. «Che fossimo in “guerra” lo si era capito sin dal primo giorno – il commento di Ciro Verdoliva (direttore generale ASL Napoli 1) – È inutile citare ogni singolo episodio che ha portato questa ASL alla ribalta delle cronache, perché dietro ogni episodio c’è una mancanza di cultura della legalità, di rispetto dell’altro e delle più elementari regole del vivere comune. Gli episodi ai quali assistiamo sono demoralizzanti, ma ci devono far capire quanto grandi siano i traguardi che abbiamo raggiunto. In questi primi giorni dell’anno stiamo purtroppo assistendo a continui episodi di violenza». Alcuni sono stati legati al disagio psichico degli aggressori, altri all’abitudine di prevaricare».

I FATTI

Stando al racconto dei presenti, la violenza è stata perpetrata da una banda di giovani criminali che ha imposto, con minacce verbali e atteggiamenti delinquenziali, il soccorso ad un loro giovane amico in zona case nuove (hinterland partenopeo), per poi – ancora una volta e con gli stessi metodi, “disporre” il trasporto al Pronto soccorso del Loreto Mare. Il giovane (triagiato con un codice verde) aveva una semplice “lussazione della rotula”, ma questo “banale” problema è stato sufficiente, a prescindere da tutto e tutti, a far scattare la violenza. Ragione per la quale il direttore genarle Verdoliva  ha poi sporto denuncia agli organi competenti.

DASH CAM

Ora si guarda con particolare attenzione all’istallazione delle telecamere a bordo dei mezzi e sulle divise degli stessi operatori del 118. Un iter complesso che prosegue a passo spedito. Le telecamere serviranno da deterrente e aiuteranno le forze dell’ordine nell’identificare e punire chi si macchia di reati tanto gravi.  «Non arretreremo di un millimetro – continua Verdoliva – non possiamo cedere a questi comportamenti delinquenziali che non devono caratterizzare la nostra città, noi siamo di più, molti di più. Aspettiamo con fiducia che il Governo porti a termine l’iter per la definitiva promulgazione delle proposte di legge che da troppo tempo sono impantanate. Intanto, grazie all’insostituibile sostegno di tutte le forze dell’ordine, proseguiamo nella nostra battaglia di civiltà e legalità».

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