La produzione di mascherine di Mycroclean Italia

Mascherine, quell’Italia che non si arrende

 

Fragili anche sulle cose più banali. Sì, perché se è vero che questa pandemia ci ha spinti a ritrovare unità e coraggio, altrettanto vero è che ci siano riscoperti fragili. Un’Italia dai due volti: da un lato impreparata ad un’emergenza così drammatica, dall’altro coraggiosa e generosa. Ecco, di ingegno, qualità e generosità si compone la storia di un’azienda del Nord, Mycroclean Italia, che ha saputo lanciare il cuore oltre l0’ostacolo. Tutto nasce a Gorgonzola, dove 18 operaie cuciono instancabilmente , compreso il fine settimana e mettendo anche a disposizione gratuitamente ore di duro lavoro. Il risultato sono migliaia di mascherine in fibra di carbonio, con una cucitura a barriera brevettata. Un lavoro durissimo per rispondere alle richieste che, spiega Milena Baroni (CEO Mycroclean Italia) «arrivano addirittura a  30 milioni di pezzi. Una richiesta elevatissima. Non è facile riuscire a rispondere alla domanda, ma non smetteremo di dare il massimo».

TECNOLOGIA ITALIANA

In un momento nel quale c’è una grande confusione sulle mascherine e sulla loro affidabilità, con il mercato invaso anche da protoni non sempre all’altezza, poter contare su tecnologia italiana e su un know how più che ventennale è un valore non da poco. Le mascherine che nascono a Gorgonzola alla Mycroclean Italia oltre ad essere confortevoli, cosa che in questo momento è addirittura un lusso, sono realizzate con un tessuto a barriera, con cuciture e chiusure che garantiscono che nulla possa penetrare o uscire. Sono a prova di filtrazione particellare, lavabili e sterilizzabili. Quindi possono essere riutilizzate. Un contributo importante sia per garantire la sicurezza dei cittadini, sia per aiutare quanti (al di là di medici e personale sanitario) sono a lavoro per fare in modo che il motore del paese non si fermi. Aspettando la fase due, quando finalmente potremo nuovamente uscire anche se nel rispetto di regole e distanze, è confortante sapere che ci sono storie come questa; storie di un’imprenditoria d’eccellenza e di  un’italia che non si arrende.

 

 

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