Contagi in aumento in Campania

Mascherine, uno studio Usa promuove il fai da te

 

La notizia è chiara e semplice: le mascherine di stoffa fatte in casa possono aiutare nella lotta alla pandemia da coronavirus bloccando fino al 99% delle particelle infettive.  Dunque, promosse. Ma, facciamo un passo indietro. Da quando il Coronavirus ha fatto irruzione nelle nostre vite abbiamo iniziato a familiarizzare, nostro malgrado con codici come Ffp2, Ffp3 e definizioni come  “mascherine egoiste” e “mascherine altruiste”. In men che non si dica 60 milioni di italiani si sono trasformati in infettivologi con laurea ad honorem in “mascherinologia applicata”. In brevissimo tempo è partito l’assalto alle farmacie per accaparrarsi i modelli più performanti e così, in un lampo, le mascherine sono finite. Sparite. Di qui l’esigenza di molti di adattarsicon mascherine fai da te. Solo che gli esperti ci hanno sempre detto: “non servono a sbarrare la strada al virus, al massimo a non infettare glia altri”. Beh, a quanto pare non è così.

LA RICERCA

 Lo sostengono in un articolo pubblicato su Annals of Internal Medicine gli esperti della McMaster University in Canada, che hanno analizzato gli studi dell’ultimo secolo relativi all’uso e all’efficacia delle mascherine realizzate autonomamente. «I dispositivi di stoffa, in particolare se realizzati con diversi strati di cotone – spiega Catherine Clase, docente di Medicina presso la McMaster University – possono impedire il passaggio di virus e particelle. Non abbiamo ancora una prova diretta dell’efficacia delle mascherine non mediche, ma esistono evidenze convincenti della loro effettiva utilità nel ridurre la contaminazione dell’aria e delle superfici». Proprio l’assenza di prove a favore dell’efficacia delle maschere al di fuori dell’ambiente sanitario è ciò che ha reso le decisioni di salute pubblica sulla necessità dell’uso di tali dispositivi estremamente difficili e disparate nei vari paesi del mondo. Secondo i ricercatori americani tessuto può bloccare le particelle fino a cinque micrometri di diametro, questo significa che il materiale infettivo non penetra attraverso la mascherina, proteggendo il soggetto che la indossa dal pericolo esterno e impedendo la diffusione esterna di aerosol che potrebbero essere emessi dal soggetto stesso.

RESPIRAZIONE  

Un’analisi del 2020 sostiene l’utilità delle mascherine, specialmente se realizzate con più strati. Lo svantaggio di indossare diversi strati di stoffa sul viso però è quello di rendere più difficoltosa la respirazione, ecco perché i bambini al di sotto di due anni e i pazienti con patologie respiratorie non dovrebbero utilizzare mascherine. Quindi, anche se hanno il potenziale per bloccare le particelle virali, le mascherine fatte in casa non sostituiscono i dispositivi di protezione individuale certificati dal punto di vista medico.

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