5294076_pckg_380159243541191008-20200618

Filtri e immunoterapia: come «salvarsi» la pelle

Categorie: News
 

Potrebbe essere considerato il paradosso della corretta informazione fatta negli ultimi anni, quello che ha portato i più ad aver paura del melanoma, ma a sottovalutare altri tipi di tumore della pelle. Per accendere un faro su queste neoplasie il 13 giugno c’è stato il «Non-Melanoma Skin Cancer Day», anche se il Covid-19 ha spostato sulla rete ogni iniziativa di piazza.
Sui tumori della pelle non melanoma Paolo Ascierto, oncologo di fama mondiale e tra i massimi esperti in immunoterapia, ha le idee molto chiare: «Non bisogna sottovalutarli e comunque la prevenzione primaria resta una delle migliori armi che si hanno a disposizione per evitare problemi».

Ma quali sono i più diffusi tra questi tumori della pelle non melanoma? «Sono molti, i più rappresentativi di questa famiglia sono il carcinoma a cellule basali (l’80 per cento dei tumori non melanoma) e il carcinoma a cellule squamose (il 20 per cento dei non melanoma). La stima più attendibile è 19 mila nuovi casi ogni anno in Italia e fa riflettere il dato sull’aumento delle diagnosi nel mondo: i dati mostrano infatti un aumento di più del 260 per cento negli ultimi venti anni. Per questi tumori l’Associazione Italiana Malati di Melanoma e tumori della pelle (A.i.Ma.Me) sta mettendo a punto un libro bianco, uno strumento dedicato ai pazienti per trasferire con un linguaggio semplice e diretto le informazioni per una corretta prevenzione e per una maggiore conoscenza della malattia.

Al libro bianco ha contribuito anche il team di Ascierto, prima tra tutte la dottoressa Claudia Trojaniello, parlando dei benefici dell’immunoterapia. «In tutti questi tumori della pelle – dice l’esperto – il sole gioca sempre un ruolo centrale. A differenza del melanoma, che noi chiamiamo la malattia dei colletti bianchi, questi carcinomi sono legati ad un’esposizione cronica ed eccessiva. Non sono letali come il melanoma, ma il carcinoma cutaneo squamoso è tra i non melanoma uno dei più pericolosi».

Ascierto spiega anche che in alcuni casi (benché non frequenti) possono comunque portare a metastasi e mettere a rischio la vita del paziente. «Fortunatamente questo avviene in una piccola percentuale dei carcinomi squamosi, poiché nel 95 per cento dei casi la malattia se nella fase iniziale – si risolve con l’escissione chirurgica». Le forme pericolose sono quelle definite «localmente aggressive» e costituiscono il 3-5 per cento circa sul totale dei casi. Di solito le forme avanzate si presentano come lesioni sanguinanti, anche con delle crosticine.

C’è inoltre un fattore che può favorire l’insorgenza di questo carcinoma, vale a dire gli stati immunodepressivi (come avviene ad esempio nei pazienti trapiantati). La vera novità per i casi più gravi è legata allo sviluppo dell’immunoterapia. «Fino a pochi anni fa per la malattia in fase avanzata non avevamo molte armi – prosegue Ascierto -, solo la chemioterapia, che però è scarsamente efficace per queste forme avanzate, o la target therapy. Oggi le cose sono molto diverse. Questo tumore ha infatti un elevato carico di mutazioni e ciò lo rende immunosensibile. L’approvazione dell’immunoterapia con anti PD-1 ha in pratica cambiato la storia naturale di questa malattia. Nel 50 per cento dei pazienti si ha un beneficio importante, anche con remissioni complete. Ma anche un controllo di malattia di oltre il 70 per cento. Non un beneficio transitorio ma a lungo termine, che è poi la caratteristica dell’immunoterapia».

Ci si può difendere dal rischio di sviluppare un carcinoma squamocellulare usando le giuste accortezze, tra le quali (come raccomandato dalle linee guida sui tumori cutanei non melanoma indicate dall’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica) l’utilizzo di filtri solari con un fattore di protezione pari almeno a 30. In pazienti con fattori di rischio quali fototipo chiaro, età avanzata, esposizione cronica al sole e immunosoppressione, la visita dermatologica resta sempre la migliore forma di prevenzione secondaria, permettendo il riconoscimento e il trattamento precoce di cheratosi attiniche e di forme non ancora in stadio avanzato. Intanto, sabato e domenica, il 20 e il 21 giugno a Napoli (in piazza del Gesù dalle 9 alle 18), sarà possibile effettuare gratuitamente visite dermatologiche grazie ai medici della Fondazione Melanoma. Un’altra buona occasione per «salvarsi» la pelle.

 

Fonte: Il Mattino – Speciale Salute & Prevenzione

  • Share this on Linkedin
  • Share this on Google+
  • Share this on WhatsApp

Articoli correlati

Lascia un commento

Per favore esegui il lLogin per commentare