Panchina rossa

Panchina rossa al Pellegrini, in memoria di Irina

Categorie: News
 

Una panchina rossa campeggia nel mezzo del cortile all’ospedale Pellegrini di Napoli, un simbolo contro la violenza sulle donne voluto dal direttore generale Ciro Verdoliva subito dopo la fine del lockdown. La panchina è stata intitolata, su proposta del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, alla memoria di  Irina Maliarenko, la donna di origine ucraina deceduta all’ospedale dei Pellegrini di Napoli nella notte tra il 29 ed il 1° marzo 2020 a causa dello spappolamento del fegato e della milza, secondo l’accusa in seguito alle violenze subite dal proprio compagno.

NOTTE DI FOLLIA

Quella per il Pellegrini è stata una notte di assoluta follia. Mentre Irina combatteva la sua ultima battaglia, l’0spedale della Pignasecca (quartiere Montesanto) era  preso d’assalto da un gruppo di delinquenti inferociti per la morte di un giovanissimo che aveva tentato una rapina ai danni di un carabiniere in borghese. Il branco aveva devastato il pronto soccorso e minacciato il personale, forse con l’obiettivo di dare una sorta di prova di forza che arrivare chiara a tutto il quartiere. Intanto, curata da medici e infermieri pronti a tentare il tutto per tutto, Irina diceva addio ai suoi cari , vittima di un’altra violenza assurda e incomprensibile.

AIUTO

Oggi nel cortile del Pellegrini campeggia la panchina rossa «un gesto di civiltà per onorare la memoria delle donne che non ci sono più – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – ma anche un simbolo per ricordare a tutte le donne che c’è sempre una via d’uscita e che nei presidi dell’ASL possono trovare aiuto concreto. Purtroppo la violenza contro le donne continua ad essere una piaga di questa nostra società, un tema che mi è sempre stato caro e sul quale credo sia un obbligo per tutti spendersi con il massimo impegno». A Napoli sono diverse le panchine rosse istallate come monito a quanti non esitano ad usare la violenza per imporre un amore che non è amore.

  • Share this on Linkedin
  • Share this on WhatsApp

Articoli correlati

Lascia un commento

Per favore esegui il lLogin per commentare