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Il vaccino antinfluenzale? Determinante per evitare confusione nella diagnosi del Covid

Categorie: News - Prevenzione
 

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss, per i consueti appuntamenti del network editoriale PreSa – Prevenzione e Salute, è arrivato questo sabato Leonardo Palombi, Ordinario di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica presso l’Università Tor Vergata di Roma. Palombi ha sfatato luoghi comuni e ha spiegato ai radioascoltatori a cosa serve la vaccinazione antinfluenzale e perché è bene scegliere di farla, soprattutto in tempo di Covid.

«Si parla di vaccinazioni antinfluenzali già ora – ha spiegato – perché il Covid tende a confondersi, per quel che riguarda i sintomi, con le classiche influenze stagionali. Questo ha creato una serie di problemi di ritardo nella diagnosi. Nella fase 3, la diagnosi precoce e il tracciamento dei casi sarà determinante, sia per spegnere eventuali focolai, sia per la prognosi. Ecco perché il ministero della salute ha emanato linee guida che spingono i medici e le Regioni a preparasi anche con quattro mesi di anticipo».

Ma chi dovrebbe sottoporsi alla vaccinazione?

«Due sono le novità sostanziali: profilassi antinfluenzale ai bambini a partire dai 6 mesi e l’anticipo dell’offerta vaccinale gratuita agli over 60 già da ottobre».

Rispetto alla tanto acclamata integrazione ospedale – territorio?

«La pandemia da Covid-19 è stata uno stress test per il nostro sistema. Se da una parte è emersa una buona capacità di resilienza del sistema ospedaliero, dall’altra si è manifestata la grande fragilità dell’assistenza residenziale e una mancanza di una risposta articolata sul territorio».

Punto debole anche l’informazione, con tante fake news. Veramente i vaccini sono pericolosi?

«I vaccini sono molto sicuri e non sono sostituibili dalle normali misure igienico sanitarie. Noi abbiamo visto addirittura riemergere la poliomielite a causa dello scarso ricorso ai vaccini. Diciamo una volta per tutte che gli effetti collaterali dei vaccini sono talmente rari che vale sempre la pena utilizzarli. È molto più rischioso far correre libere le malattie».

Ascolta qui l’intervento completo:

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