depressione post-partum

Depressione post-partum: in Veneto un programma di aiuti per le neomamme

Categorie: Psicologia
 

Il Ministero della Salute, stanziando 275mila euro, ha finanziato il progetto veneto che prevede una rete di sorveglianza e di aiuto per tutte le neomamme che vanno incontro alla depressione post-partum, patologia diffusa ma ancora poco curata.

Depressione post-partum: cos’è

La depressione post-partum (DPP) o depressione puerperale, è un disturbo che colpisce dal 7 al 12% delle neomamme e insorge generalmente tra la 6ª e la 12ª settimana dopo il parto. La donna si sente triste senza motivo, irritabile, non all’altezza nei confronti degli impegni che la attendono. Sentimenti ricorrenti tra le neomamme colpite dalla DPP, sono anche la vergogna e il senso di colpa, che nascono dalla paura di essere considerate delle madri inadeguate, alimentata da aspettative poco realistiche.

La DPP deve essere distinta dalla depressione classica: in breve, mentre nella depressione classica l’amigdala risulta iperattiva, nella DPP spesso si verifica il contrario. Si tratta, perciò, di un disturbo che deve essere trattato in maniera specifica e che è stato inserito nel Manuale diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali come disturbo a sé.

Un grande passo in avanti è stato fatto nel riconoscere la necessità di sostenere tutte le donne – e le loro famiglie – che vanno incontro a tale disturbo: aiutare le neomamme a vivere in serenità gravidanza e nascita, prevenire la depressione post-partum, diagnosticarla e prendere in carico le donne che ne soffrono è l’obiettivo del progetto regionale di prevenzione, diagnosi e cura della depressione materna.

Depressione post-partum: il programma di aiuti 

La prima regione a partire con questo programma è il Veneto che, in collaborazione con il Registro Nascita istituito presso il Coordinamento malattie rare, comincerà a implementare percorsi di accompagnamento che coprono il periodo della gravidanza, del parto e quello successivo, in modo da dare sostegno alle neomamme, sia dal punto di vista economico sia psicologico.

Obiettivo del programma è anche quello di formare personale qualificato in grado di dare reale sostegno in caso di depressione post-partum. Saranno formati circa 4 mila operatori sanitari, in modo che siano preparati non solo a riconoscere eventuali segnali preoccupanti nelle neomamme ma anche a mettere in campo strategie e cure per un concreto sostegno.

Al momento, sono coinvolti nel programma di formazione 900 ostetriche, 150 psicologi o psichiatri, 200 ginecologi, 2500 medici di medicina generale e 500 pediatri.

Il programma prevede anche la distribuzione di brochure e materiale informativo per spiegare alle donne in gravidanza e alle famiglie cos’è la DPP, come riconoscere eventuali sintomi, come affrontarla e a quali strutture o figure professionali chiedere aiuto.

Si tratta di un notevole passo in avanti per la società, che per molto tempo ha sottovalutato tale disturbo, considerandolo superficialmente transitorio e normale o, al massimo, catalogandolo come comune depressione. Se il programma otterrà risultati positivi,  potrà essere considerato come un modello applicabile al resto dell’Italia.

Leggi anche: Le mamme italiane nella foto dell’ISS

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