Con un’ insalata al giorno cervello più giovane di dieci anni

Dieta mima digiuno, così ci si salva dalle malattie

Categorie: Alimentazione
 

La Campania è la regione italiana dove la speranza di vita alla nascita è la più bassa: 78,5 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne, rispetto alla media nazionale pari a 80,3 anni per gli uomini e 85 anni per le donne. I dati sono quelli dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, analizzati in occasione dell’ultimo appuntamento de «Il Sabato delle Idee» dedicato interamente al tema “Alimentazione e Salute: un binomio inscindibile per il ben-essere dell’individuo».

Ma quali sono le cause alla base di questi dai scioccanti? Secondo gli esperti l’enorme diffusione dell’obesità infantile, poi gli scarsi investimenti in assistenza sanitaria e le emergenze ambientali.

Particolarmente interessante in fatto di alimentazione è la cosiddetta dieta mima digiuno. Il nome è legato al fatto che questa dieta si avvicina al digiuno, ma non lo è. Interessante perché promette, sulla base di una ricerca durata 20 anni, una vita particolarmente longeva. La dieta si basa su un ridotto contenuto proteico e a un particolare mix di grassi, carboidrati e micronutrienti. Il programma è quello di abbattere l’apporto calorico giornaliero fino a dimezzarlo. Naturalmente non è una cosa che si può improvvisare, bisogna essere seguiti dal medico e dura 5 giorni. Il ciclo va ripetuto ogni 3-6 mesi fa dimagrire e aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, diabete, obesità e tumori. Riesce così a rallentare i processi di invecchiamento che accorciano la vita. A idearla è stato lo scienziato italiano Valter Longo, della University of Southern California (Usc) e dell’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano. E’ lui stesso a spiegare che la dieta, se seguito correttamente, può regalarci anche 10 anni in più di vita.

Al di là della dieta mima digiuno, nella quotidianità una corretta alimentazione è determinante. Bisogna cambiare radicalmente le abitudini alimentari e se propri non si vuole diventare vegetariani, si deve diminuire la quantità di carne (limitando le proteine animali a quelle del latte, delle uova, dei formaggi) e non far mai mancare una quota settimanale di pesce di almeno 450 grammi perché è ormai scientificamente accertato che l’olio di pesce, l’omega, è in grado di difendere le arterie, a cominciare da quelle del cuore, dai danni del colesterolo.

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