Chirurgia pediatrica, Ciro Esposto e il suo team

Chirurgia pediatrica, la Federico II fa scuola

Raffaele Nespoli
 

La Chirurgia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, tra i migliori centri in Italia ed in Europa per l’utilizzo della laparoscopia, della robotica e delle nuove tecnologie mini-invasive in età pediatrica, continua ad esportare tecniche chirurgiche mini-invasive in altre regioni italiane. Dopo la trasferta parigina a febbraio 2020 al Necker Enfants Malades, il professor Ciro Esposito Direttore della UOC di Chirurgia Pediatrica del Policlinico Federico II torna ad operare fuori casa per condividere con i colleghi nuove tecniche chirurgiche. Questa volta, insieme alla sua equipe, è stato ospite del Policlinico dell’Università di Milano, uno dei più importanti centri chirurgici del Nord Italia, per operare 3 piccoli pazienti utilizzando tecniche mini-invasive. «Al Policlinico Federico II disponiamo di sale operatorie multimediali integrate di Chirurgia Pediatrica e da molti anni utilizziamo le più moderne tecnologie: dalla laparoscopia alla robotica, dalla chirurgia laser assistita alla endourologia per curare i pazienti pediatrici affetti da patologie congenite”, sottolinea Esposito recentemente nominato CEO (Chief Executive Officer) della Società Europea di Chirurgia Endoscopica Pediatrica (ESPES)».

CHIRURGIA FETALE

Il Centro di Chirurgia Pediatrica, già nel 2015, è stato infatti nominato Centro di Riferimento Nazionale di Chirurgia Laparoscopica e Mini-invasiva Pediatrica. La presenza di nuove tecnologie e di professionisti riconosciuti sul territorio nazionale e internazionale hanno permesso di invertire il fenomeno della migrazione sanitaria rendendo il Centro un polo di attrazione regionale ed extra regionale. Tra le innovazioni a cui l’equipe sta lavorando, insieme al gruppo di ginecologi federiciani, un programma di chirurgia fetale per via endoscopica, per correggere in utero le malformazioni congenite incompatibili con la vita, ed un progetto di telementoring a distanza con l’utilizzo della tecnologia 5G, con il patrocinio della Società Europea ESPES e la collaborazione degli ingegneri del CNR/ICAR e dell’Università Federico II. «Il telementoring permette di offrire anche nei centri chirurgici in cui non vengono applicate le nuove tecnologie una consulenza chirurgica a distanza da parte di un chirurgo pediatra esperto nelle nuove tecnologie mini-invasive e questa possibilità in tempo di COVID è quanto mai importante e funzionale per i pazienti – continua Esposito- Grazie all’applicazione della realtà virtuale, dell’intelligenza artificiale il chirurgo esperto può guidare a distanza la mano del chirurgo meno-esperto nell’effettuazione anche di interventi chirurgici complessi, e con il telementoring l’immagine del chirurgo esperto è proiettata come un ologramma a distanza nella sala operatoria dove si svolge l’intervento chirurgico».

ITALIA – AFRICA 

Può sembrare avveniristico, ma già esistono dei primi progetti sperimentali in tal senso. L’ESPES ha, infatti, avviato un programma di telementoring con le nazioni africane proprio perché durante questa emergenza sanitaria gli spostamenti dei chirurghi sono limitati ed in questo modo i chirurghi italiani possono fornire il loro supporto senza necessariamente recarsi in Africa. «Lo sviluppo e l’applicazione delle tecniche chirurgiche mini-invasive in età pediatrica – dice il direttore generale Anna Iervolino – rappresenta il raggiungimento di un traguardo per la nostra Azienda e per la nostra Regione ma è anche un punto di partenza per lo sviluppo futuro della telemedicina e del telementoring chirurgico che sicuramente sarà fondamentale per la sanità pediatrica, in particolare, in questo complesso periodo emergenziale. Al centro delle nostre cure resta sempre il benessere dei piccoli pazienti e la serenità dei loro familiari. Per questo stiamo investendo in nuove tecnologie e a breve acquisiremo un secondo Robot che permetterà di rispondere alle sempre maggiori richieste del territorio per l’applicazione della chirurgia robotica nella mamma e nel bambino».

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