Campania, crescono i contagi

Campania, salgono i contagi. Polemica sulla scuola.

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Il virus continua la sua corsa in tutte le regioni d’Italia, e in Campania oggi si sono registrati 1.593 positivi su un totale di 12.695. La seconda ondata, anche se ancora non nel pieno, sembra ormai ineluttabile e per regioni come la Campania, con sistemi sanitari deprivati da anni di commissariamento, i rischi sono enormi. Anche gli ospedali stanno iniziando a risentire di questa impennata di contagi, da ieri la regione ha risposto il blocco di tutti gli interventi programmati, ad eccezione di quelli destinati a pazienti oncoematologici o di urgenza.

LE SCUOLE

In questo contesto si continua a muovere sullo sfondo la protesta di molti genitori, che proprio non ci stanno al blocco delle lezioni in presenza disposto dalla Regione Campania per cercare di arginare i contagi. Ai piedi di Palazzo Santa Lucia (sede del Consiglio Regionale) anche oggi sono proseguite le manifestazioni, e la polemica sembra destinata a montare. Intanto, sempre oggi, il Tar a respinto i ricorsi promossi contro l’Ordinanza regionale con la quale è stato disposto l’obbligo di svolgimento dell’attività didattica “a distanza”. In una nota Palazzo Santa Lucia ha messo in evidenza come il tribunale abbia rilevato tra l’altro che «la Regione ha esaurientemente documentato l’istruttoria sulla base della quale ha inteso emanare la gravosa misura sospensiva; dando conto, in particolare, quanto alla idoneità della misura adottata, della correlazione tra aumento dei casi di positività al COVID-19 e frequenza scolastica (verificata non solo limitatamente alla sede intrascolastica, ma anche con riguardo ai contatti sociali necessariamente “indotti” dalla didattica in presenza), nonché della diffusività esponenziale del contagio medesimo».

MEDICI IN PRIMA LINEA

Se continua ad essere “caldo” il fronte dei contagi, una buona notizia, o meglio una bella storia di solidarietà arriva dai social. Sta commuovendo il web il post di Eduardo Ponticiello, medico del Santo Bono, che è corso a casa di una donna con gravi difficoltà economiche per visitare la figlia, da giorni a letto con la febbre.

Questo il post: «squilla il mio cellulare e rispondo….”Dottò so Anna, non so se vi ricordate di me….voi avete visitato tanto tempo fa mio figlio in ospedale, un bambino che teneva la meningite….v’arricurdat ?? vi devo chiedere una grazia….per favore venite a casa mia, che ho l’ultima mia figlia che non sta bene, vi mando l’indirizzo con un messaggio”. Annoto l’indirizzo, salgo in sella alla mia moto e mi reco in Vico Ferze al Lavinaio, nel ventre della città…piove oggi……il palazzo è un palazzo fatiscente, ed al terzo piano si trova la casa di Anna, salgo le scale perché è un edificio senza ascensore ed arrivo a casa sua….una dimora molto umile, ma pulita e profuma di dignità, Anna è madre di 4 figli, il marito non c’è più da un anno,  “caduto da un impalcatura mentre faticava” mi racconta con le lacrime agli occhi, l’ultima figlia ha la febbre…”dottò nessuno ci viene a casa mia, con questo problema del covid…e io lo capisco; non ho la macchina per portarla in ospedale e vi chiedo aiuto…io facevo le pulizie, ma ora cu tutt sta situazione nun sto faticann…”. Vedo la bimba per fortuna niente di grave, una faringo-tonsillite…passerà in pochi giorni!! Nel frattempo mi prepara un caffè bello caldo, fuori continua a piovere….”Dotto’ io nun ve pozz pavà per il disturbo che vi ho arrecato, e voi lo so non mi avete chiesto niente…ma dovete farmi un altro piacere, sennò mi mortificate, ed io di mortificazioni ormai ci campo tutti i giorni…dovete accettare questo, perché è cu tutt o’ core che lo faccio….”. Anna si sgancia la catenina che porta al collo e la mette nella mia mano….”ve pozz regalà sul chest e na tazz e cafè….grazie duttò e che a maronn v’accumpagn”. Non riesco a proferire più altre parole, scendo le scale e mi reco a prendere la moto……delle gocce rigano il mio viso e non è la pioggia….»

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