Covid, Giuseppe Conte

Covid, in Italia la pandemia entra nella fase critica

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Per usare un eufemismo si può dire che la situazione Covid in Italia è ormai diventata critica, anzi i prossimi 15 giorni saranno decisivi per capire se le misure adottate sin qui stanno producendo gli effetti desiderati di riduzione dei contagi. Diversamente l’unica sarà quella di ricorrere un’altra volta a forme più o meno stringenti di lockdown. Sei mesi dopo la prima ondata, l’Italia si riscopre vulnerabile quanto e più di prima. Una debolezza che molti medici avevo “diagnosticato” già prima dell’estate, ma che ora si sta palesando in tutta la sua gravità. Già oggi, non ancora all’apice del picco epidemico, molti ospedali stanno affrontando la difficoltà di riuscire a trovare un posto di degenza a tutti i pazienti che ne hanno bisogno. Non si riesce a liberare letti che subito ne servono altri, e sta velocemente aumentando anche la gravità clinica dei ricoveri. Sono sempre più, infatti, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi.

MISURE INSUFFICIENTI

Se questa è la gravità della situazione legata al Covid, non altrettanto “gravi” sembrano essere le misure adottate dal Governo. Misure che Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, ha ritenuto «insufficienti». L’esperto, nel programma Omnibus de La7, ha parlato dell’ultimo DPCM bollandolo come un passo in avanti, «ma non sufficiente per affrontare la circolazione del virus in questo momento». Aggiungendo che «le misure vanno prese in modo proporzionato alla circolazione del virus e il virus in questo momento in alcune aree del nostro Paese dilaga incontrollato». Poco convinto delle misure anti Covid adottate tramite l’ultimo DPCM, anche il presidente della Campania Vincenzo De Luca, che dal canto suo avrebbe preferito arrivare sin da subito ad un lockdown così da poter rapidamente riprendere il controllo della situazione. Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano, commenta all’ANSA il nuovo provvedimento e spera che «le misure contenute nel nuovo Dpcm danno un colpo al cerchio e uno alla botte tra salute ed economia ma non arrivano al punto giusto, perché continuano ad aumentare i contagi e i morti. I giovani non fanno il necessario per proteggersi – continua – e c’è un eccesso di sovrapposizione tra Governo, Regioni e Comuni, fanno tutti quello che vogliono. Mi pare che non ci sia una giusta percezione del problema, c’è chi dice di stare tranquilli e chi di stare attenti. Ma la verità è che bisogna stare attenti e adottare tutte le misure di prudenza necessarie». Secondo gli esperti i prossimi 15 giorni saranno decisivi per capire l’andamento della pandemia in Italia, e la raccomandazione resta sempre quella di adottare comportamenti responsabili e mantenere il distanziamento sociale, unica vera arma contro il virus.

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