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Progetto Agire, così le terapie nell’area respiratoria diventano sostenibili

 

Come le linee guida GINA impattano sulle scelte del servizio farmaceutico Regionale?

«Le linee guida GINA 2019 hanno stabilito che il trattamento unicamente con SABA non è più raccomandato per la gestione dell’asma negli adulti e negli adolescenti. Aumenta infatti il rischio di gravi riacutizzazioni e addirittura di morte correlata all’asma, mentre l’aggiunta di qualsiasi ICS riduce significativamente questo rischio». A parlare è Ugo Trama, direttore della UOD Politica del Farmaco e Dispositivi della Regione Campania.  «La rivoluzione di queste linee guida rispetto ai beta agonisti short acting – prosegue Trama – è motivata dal fatto che i SABA possono salvare la vita, ma anche apportare gravi danni alla salute del paziente. Nello scenario regionale in cui lo scopo è quello di mettere il paziente al centro del processo decisionale, la terapia da adottare deve essere discussa con il clinico e la decisione condivisa con il paziente per ottenere una maggiore aderenza al trattamento, controllare i sintomi ed evitare le riacutizzazioni. Dunque, considerati i PDTA quali strumenti cardine per la traduzione del Piano Nazionale della Cronicità nella prassi quotidiana, queste evidenze scientifiche aiuteranno il Servizio Farmaceutico Regionale ad effettuare le scelte giuste da porre in essere nella revisione del PDTA dedicato alle patologie de quo».

Il progetto Agire come renderà sostenibile le terapie nell’area respiratoria?

«Negli ultimi anni la Regione Campania ha compiuto diversi passi per innovare l’approccio alla gestione delle patologie croniche creando sperimentazioni di pratiche cliniche e organizzative innovative nell’ambito della riorganizzazione delle cure primarie. È stato ad esempio rivisto il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale della broncopneumopatia cronico-ostruttiva di cui è parte integrante il Piano Operativo di Implementazione. Il progetto “Agire”, ha come obiettivo quello di realizzare il Piano operativo del Pdta sulla bpco, migliorare l’appropriatezza diagnostica e l’aderenza terapeutica realizzando un percorso formativo e gestionale per la Presa In Carico (PIC) del Paziente da parte della medicina generale e della specialistica pneumologica. La Regione Campania è stata la prima regione italiana ad aver strutturato una rete territoriale tra medici di medicina generale e specialisti pneumologi. Gli obiettivi principali della rete sono: migliorare la prevenzione primaria e l’educazione del paziente; migliorare la capacità quantitativa e qualitativa della diagnosi migliorando quindi i tempi di attesa; favorire una corretta gestione del paziente da parte della medicina generale, in particolare nella realtà del distretto, che può governare i punti di intercetto del paziente facendo leva sulla specialità territoriale e sulle aggregazioni della medicina (AFT e UCCP); definire i corretti criteri e setting assistenziali di ospedalizzazione e di riabilitazione. Inoltre, il corretto utilizzo delle terapie previste in questo ambito ha generato e genererà dei risparmi per il Servizio sanitario regionale che consentiranno anche di investire in terapia innovative oltre che sulla possibilità di rendere disponibile al paziente le nuove tecnologie di somministrazione dei farmaci dell’area respiratoria».

Come la tecnologia rappresenta un valore aggiunto per rendere sostenibili e appropriate le terapie nell’area respiratorie (BPCO e ASMA)?

«È fondamentale l’aderenza alla terapia per mantenere sotto controllo la patologia e limitarne l’impatto sia clinico che economico.Tra le diverse cause legate alla scarsa aderenza alle terapie in ambito bpco e asma c’è “il non sempre facile utilizzo dei devices”. Questo ha generato una non corretta gestione del paziente, riacutizzazioni di malattia e spreco di farmaco e quindi costi elevati per il Servizio sanitario regionale, tanto che da una analisi sui farmaci ATC R, che ha messo in relazione la spesa lorda pro-capite e le DDD/1000 abitanti die, si è evinto che la Regione Campania utilizza quantità elevate di farmaci che agiscono sul sistema respiratorio ad alto costo. L’utilizzo di un dispositivo che abbia l’obiettivo di aiutare medici e pazienti nella gestione quotidiana dell’asma ottimizzando il monitoraggio della terapia in cronico sicuramente rappresenta un valore aggiunto che genererebbe aderenza alla terapia e quindi ottimizzazione nell’uso delle risorse economiche del SSR e quindi sostenibilità della spesa aggiuntiva legata all’acquisto della tecnologia».

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