tumore al polmone

Tumore al polmone, il Covid non ferma le cure

Categorie: Prevenzione
 

In Campania il Covid non ferma l’assistenza e le terapie dei pazienti con tumore del polmone. A dispetto dei timori di molti pazienti, che son ormai bombardati da notizie di terapie intensive ai limiti della capienza. A tratteggiare il quadro campano è il dottor Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell’Azienda Ospedaliera ‘Moscati’ di Avellino. «Le Oncologie della Campania – dice – a oggi, non hanno subito restrizioni di posti letto. Oncologia, Ematologia e Radioterapia hanno proseguito l’attività, così come non sono stati interrotti i ricoveri e gli interventi chirurgici oncologici. Non abbiamo osservato riduzioni negli accessi in ospedale da parte di pazienti con cancro in trattamento attivo, che hanno continuato a venire nei centri per le cure».

TELEMEDICINA

Fondamentale è garantire l’aderenza alle terapie, rassicurando i pazienti  sull’esistenza di percorsi separati e sicuri all’interno degli ospedali. Va inoltre considerato che, in caso di sospetto contagio, è possibile differire di qualche giorno il trattamento anti-cancro, in attesa del risultato del tampone. Quello che di certo si è registrato è un calo dell’attività ambulatoriale in presenza relativamente al follow up, cioè ai controlli dei pazienti non più in trattamento attivo, perché è stata condotta in gran parte con modalità telematiche, cioè via mail o telefono. Una scelta dettata dall’esigenza di ridurre gli accessi in ospedale e di rispondere al timore di alcuni pazienti di recarsi nei centri per gli esami di controllo a causa del virus.

CAMPANIA MAGLIA NERA

Drammatici sono invece i dati che mergono dalla Campania in termini di diagnosi: ogni anno si registrano circa 4.100 nuovi casi di tumore del polmone (3.000 uomini e 1.100 donne). È la regione con i più alti tassi di incidenza di questa neoplasia negli uomini (112 casi ogni 100mila abitanti), ben oltre Liguria (106,9) e Piemonte (101,6), che occupano la seconda e terza posizione. Il fumo di sigaretta, il principale fattore di rischio oncologico, infatti è molto diffuso in Campania, dove il 26,5% della popolazione è tabagista (25,3% Italia). Alla luce di questi dati si comprende anche quanto sia importante garantire la continuità di cura, anche durante la pandemia, per i pazienti oncologici, in particolare per quelli colpiti da carcinoma polmonare, perché l’interruzione della terapia può determinare una veloce progressione del cancro.

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