Emicrania, una donna con le mani alla testa

Emicrania, chi ne soffre ha dei diritti

 

Solo chi soffre di emicrania può realmente comprendere quanto questa patologia possa essere invalidante. Si tratta infatti di un nemico che spesso sfugge alle diagnosi e per il quale non esiste un vero e proprio rimedio. Da due indagini del 2019, una del CENSIS e una di Insite consulting, emerge che per oltre il 40% di pazienti la diagnosi arriva dopo più di due anni e il dolore è l’aspetto percepito come più penalizzante (80%), perché condiziona la vita sociale, lavorativa e familiare.

1 MILIARDO NEL MONDO

Sono circa1 miliardo le persone che nel mondo (il 12% della popolazione) soffrono di emicrania. È la terza patologia più diffusa a livello globale e colpisce tre volte di più le donne rispetto agli uomini, in particolare tra i 25 e i 55 anni. In Italia con una legge,la numero 81 del 14 luglio 2020, la patologia è stata ufficialmente riconosciuta come malattia cronica invalidante, ma sono ancora diverse le lacune informative con cui devono fare i conti coloro che ne sono colpiti, in gran parte donne giovani e in età lavorativa. 

LA CAMPAGNA

Cittadinanzattiva avvia anche per questo la campagna di sensibilizzazione e informazione Colpo di testa. I tuoi diritti su emicrania e cefalea con il contributo non condizionato di Teva. «È una sfida, quella dell’informazione e della consapevolezza su questa patologia- dice Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva – con cui deve confrontarsi il nostro Servizio Sanitario Nazionale nell’ottica di una maggiore sostenibilità anche economica nella gestione dell’emicrania come patologia sociale rilevante e soprattutto nel garantire uguali diritti ai cittadini. C’è ancora molto da fare per migliorare l’informazione, per orientare la persona ai servizi (Centri cefalea accreditati), di modo che si giunga a una adeguata e tempestiva presa in carico dei pazienti, a una diagnosi precoce e possa essere garantito l’accesso alle terapie più innovative». La campagna sarà diffusa nei prossimi mesi attraverso Facebook e Instagram, con l’obiettivo, partendo dalle storie di chi soffre di emicrania, di contribuire a informazioni e orientamento, creare maggiore consapevolezza e combattere il pregiudizio ancora legato alla patologia. Cittadinanzattiva realizzerà anche un instant book. Sarà inoltre diffuso a breve un questionario per conoscere il vissuto dei pazienti.

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