La salute passa anche per cibo sano e sport

Arriva il sensore fotonico h-Alo per la sicurezza del cibo

Categorie: Alimentazione
 

La contaminazione di prodotti alimentari ha un impatto nefasto sulla loro qualità e pone seri rischi per la salute dei consumatori. Inoltre, prodotti alimentari contaminati devono essere ritirati dal mercato e smaltiti in quanto non rispondenti ai criteri normativi europei o agli standard di qualità, con conseguente spreco di cibo ed ingente perdita economica. L’Istituto per lo Studio dei materiali nanostrutturati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismn), nell’ambito delle tecnologie fotoniche avanzate e smart per il monitoraggio di contaminanti microbiologici e chimici lungo la catena di produzione e distribuzione alimentare, coordina il progetto h-ALO (Photonic system for adaptable multiple-analyte monitoring of food-quality) che sarà finanziato dal programma europeo Horizon 2020 con oltre 4 milioni di Euro. “Il progetto h-ALO mira a sviluppare un sensore fotonico innovativo – spiega Stefano Toffanin, ricercatore senior presso Cnr-Ismn e coordinatore del progetto h-ALO – che permetta ai produttori agricoli locali e ai piccoli distributori al dettaglio, di monitorare la qualità e la sicurezza di alimenti ottenuti da catene produttive a filiera corta e da nuove metodologie agroalimentari sostenibili”.

La presenza di contaminanti microbiologici e chimici nei prodotti alimentari può essere correlata a molteplici cause quali la contaminazione ambientale, i metodi di produzione agricola e di processo delle materie prime, il conseguente immagazzinamento, confezionamento e trasporto dei prodotti, fino a pratiche di adulterazione fraudolenta. I produttori agricoli e più in generale gli operatori nel settore alimentare (food-business operator, FBO) sono i principali e diretti responsabili della certificazione della sicurezza e qualità degli alimenti lungo tutta la filiera dalla produzione, al trasporto alla distribuzione al dettaglio. Affinchè essi possano svolgere  questo ruolo in modo efficace ed efficiente, è necessario dotarli di strumenti di monitoraggio e diagnostici che siano a basso costo, facilmente adattabili alle specifiche necessità dei diversi profili professionali che operano lungo la catena di produzione e distribuzione del prodotto, che possano essere utilizzati su diverse tipologie di alimenti e che possano fornire contemporaneamente indicatori di qualità e di sicurezza alimentare. Il sensore h-ALO permetterà di effettuare monitoraggio precoce di molteplici contaminanti in diversi punti di controllo delle catene di produzione e distribuzione di vari prodotti alimentari. Questo sistema di controllo e notifica in tempo reale degli eventi di contaminazione abiliterà la programmazione sinergica di azioni correttive da parte degli operatori del settore agroalimentare.

Il progetto partirà a gennaio 2021 – continua Toffanin –  e il prototipo del biosensore ottico h-ALO sarà validato in laboratorio effettuando un accurato confronto con le performance dei metodi di riferimento commercialmente disponibili. Inoltre, l’utilizzo del sensore verrà dimostrato in campo su catene agro-alimentari di particolare rilevanza e a filiera corta quali il latte crudo, la birra artigianale, miele biologico e l’acquaponica”

Il Cnr-Ismn è in prima linea per lo sviluppo di biosensori ottici che accertano la biodiagnostica e la sicurezza alimentare: il progetto h-ALO è l’ideale estensione del già esistente progetto MOLOKO che ha sviluppato un sensore portatile capace di identificare con velocità antibiotici, tossine e proteine presenti nel latte direttamente nelle stalle e nei siti di lavorazione e pastorizzato per garantire sicurezza e qualità fino sulle nostre tavole.

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