Blitz del nas alla continuità assistenziale

Continuità assistenziale, i carabinieri trovano carenze e rischi per la salute

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Ambienti inadeguati e in molti casi anche carenza di tutte le necessarie precauzioni anti Covid. Sono solo alcune delle irregolarità che i Carabinieri del Nas hanno trovato nel corso di un blitz nei punti di continuità assistenziale d’Italia. Una situazione che sta facendo tremare le direzioni generali di molte ASL e che getta ombre sulla fiducia che i cittadini hanno nei confronti del sistema salute. I Carabiniere hanno rilevato «criticità strutturali e organizzative» in più di una struttura  su quattro. I problemi sono infatti emersi in 99 sedi ispezionate e hanno portato alla denuncia di 19 persone all’autorità giudiziaria e alla segnalazione di altre 85 alle autorità amministrative e sanitarie regionali. Le irregolarità sono riconducibili in 3 casi su 4 a unità sanitarie che si trovano in strutture e immobili con carenze igienico sanitarie, tecnologiche, organizzative e strutturali, dovute ad ambienti interessati da muffe e umidità, mancanza di vie di fuga, locali privi di accesso per persone disabili e servizi igienici non funzionanti o non distinti per operatori e utenti. In altri casi sono emerse criticità direttamente correlabili a garantire la sicurezza degli operatori sanitari da potenziali episodi di aggressione da parte di utenti in stato di agitazione o malintenzionati, come l’assenza di sistemi di allarme, di videosorveglianza o del servizio di vigilanza, il collegamento alla centrale delle forze di polizia e di idonee di misure passive (porte blindate, inferriate alle finestre).

NESSUNA SORPRESA

Chi non è per nulla sorpresa di quanto trovato è  Tommasa Maio, segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale. «La situazione rilevata dai Carabinieri del NAS nelle sedi di continuità assistenziale non ci stupisce – dice – sono anni che denunciamo tutte le carenze che oggi trovano riscontro. Ritengo che a questo punto sia necessario un incontro urgente con il Ministro Roberto Speranza per affrontare e superare i problemi in maniera unitaria e con soluzioni che non possono essere parcellari e legate a singoli contesti». E in effetti queste irregolarità FIMMG Continuità Assistenziale le ha più volte denunciate a tutti i livelli: provinciale, regionale e nazionale, anche con report molto dettagliati. «Il tema delle carenze legate alla continuità assistenziale – ricorda Maio – è un tema che mette a rischio la salute. Nell’ormai inveterata indifferenza di chi avrebbe la responsabilità di garantire la sicurezza per i professionisti e i cittadini, mancano anche in epoca Covid i più elementari sistemi di sicurezza. È a rischio la sopravvivenza stessa di un sistema vitale per l’assistenza, sul quale non si è voluto investire. La precarietà dei luoghi e delle condizioni di lavoro, inoltre, allontano i medici da questa scelta professionale. Nel più alto interesse della salute pubblica, queste carenze ora vanno affrontate e risolte».

RIPENSARE IL SISTEMA

Altri temi che dovranno essere affrontati, già sollevati più volte da FIMMG Continuità Assistenziale per voce di Tommasa Maio, sono quelli della sicurezza dei sanitari sotto il profilo delle aggressioni e dell’inadeguatezza degli ambienti di lavoro. «È necessario – conclude il segretario nazionale Maio – che si mettano in campo tutte le azioni atte a garantire un contrasto reale dei fenomeni di aggressione ai danni dei medici. Servono procedure e tecnologie che possano garantire una riconoscibilità di quanti accedono al servizio ed è essenziale che gli ambienti di lavoro rispettino i requisiti minimi previsti dalla legge per la tutela della salute ma, più in generale, bisogna ripensare il modello organizzativo nell’ottica di una continuità assistenziale che sappia valorizzare la professionalità e l’indipendenza operativa dei medici convenzionati nel quadro di una efficiente organizzazione. Non ci stupisce purtroppo quanto è emerso dal blitz e riteniamo nostro dovere andare avanti affinché queste denunce non cadano nel vuoto. Siamo certi che il ministro Speranza, come ha dimostrato sino ad oggi, saprà accogliere le istanze della categoria, attribuendo la giusta importanza alla questione».

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